openGalileo chiude – openGalileo is over

Insomma, si chiude.

L’esperienza, l’esperimento di openGalileo, l’idea di coniugare aspetti sociali della nostra impresa e aspetti commerciali per sostenere la stessa…beh, è fallita.
Chi scrive gestisce questo spazio web dalle origini e ha dato vita al progetto VentolONE.
Ne ha viste di cotte e di crude, ha vissuto in prima persona la fatica a reperire fondi, a conoscere e mescolarsi con altre esperienze, a realizzare prototipi con risorse limitatissime, a reggere la delusione di fronte ai fallimenti.
Chi scrive non ha però mai avuto a che fare con una situazione quale quella creatasi nella società.

Ho riflettuto a lungo circa la possibilità di passare tutto sotto silenzio piuttosto che raccontare tutto per filo e per segno…e sì che ci sarebbero tante, tante cose da raccontare!
L’idea che mi son fatto è che i lettori, gli amici maker e tutti i donatori di questi anni abbiano diritto di sapere, e che al tempo stesso un racconto dettagliato sarebbe solo …triste, per la pochezza umana di tante persone sperimentata in questi 10 mesi.
Le difficoltà han generato un diradamento spinto degli articoli pubblicati perché si rischiava ogni volta di finire per avvocati: ora che siamo in liquidazione si è potuto riprendere a pubblicare.
Le difficoltà han generato uno sfaldamento anche del gruppo originario, che ha vissuto una crisi profonda: resta chi ha superato quella crisi, e chi desiderava e desidera fino in fondo vedere il progetto progredire.
Le difficoltà han portato alla luce in maniera netta chi ci metteva del suo e chi ci ha messo le chiacchiere, chi crede nella finalità sociale del progetto e chi voleva preservare il capitale investito: di fronte a questo la cernita è stata naturale, e spietata.
Le difficoltà hanno delle cause che penso siano da ricondurre a tanti fattori, tra i quali i seguenti:

  • c’è stato un atteggiamento e un approccio provinciale da parte mia e del gruppo originario: è una startup, mica una scampagnata! Posso pensare di imparare facendo, come abbiamo fatto in questi anni dal punto di vista tecnico, ma in tal caso devo potermi fidare ciecamente dei miei compagni, del fatto che non mi pugnaleranno alle spalle in punta di Diritto Civile;
  • c’è stata la paura di alcuni membri della società di prendere posizione quando le cose precipitavano: non dovevano star zitti di fronte ad alcune scelte in palese contrasto con il codice etico sottoscritto da tutti, se si cede su questo il resto come può andar bene?
  • ci siamo fidati di persone che, pur avendoci sostenuto fin dall’inizio, una volta in società per calcolo o per incapacità non han saputo né voluto mitigare le divergenze che emergevano, facendo invece pesare il loro voto in assemblea nella direzione opposta a quei valori dichiarati, sbandierati, sottoscritti. “i soldi non sono un problema” è molto bello da dire e molto vero probabilmente, ma probabilmente il desiderio di preservare i soldi a tutti i costi un problema per qualcuno lo è diventato, anche quando si facevano scelte per lo meno discutibili. Chi scrive soldi ne ha messi tanti, tantissimi, dall’inizio, senza troppi calcoli se non quelli della fine del mese;
  • mi e ci siamo fidati, soprattutto, di un personaggio che fino al giorno prima della decisione definitiva di dare avvio all’impresa si è comportato correttamente, con quella dose di simpatica milanese spavalderia che reputavamo utile per vincere il nostro provincialismo. Poi è venuto fuori il resto, un personaggio tanto abile con le parole quanto vuoto nei contenuti (non, non è fiorentino e non si chiama Matteo!), inconcludente, capace di sfiancare anche il più prudente tra di noi con quel carico di acrinomia e sfiducia verso gli altri che dimostra quanto poco ci abbia conosciuti: sempre convinto che io e gli altri gli si volesse fare le scarpe, incapace di vedere i cambiamenti radicali di atteggiamento quando ci son stati per il bene della società, scorretto nelle relazioni umane e scorretto nelle relazioni societarie, incapace di scusarsi nemmeno di fronte agli errori incontestabili. Un chiacchierone, un morto di fame che ha gettato addosso a me e al gruppo una grande, grandissima sfiducia verso il prossimo, verso il futuro: se non son capace a far prevalere la ragione e la scienza nemmeno in un contesto tecnico, se un chiacchierone qualunque è in grado di far saltare relazioni e amicizie oliate, rodate, radicate…di chi mi potrò fidare in futuro?

Se basta un personaggino simile a metterci in difficoltà… come possiamo immaginare di cambiare alcunché del nostro piccolo angolo di mondo?
Se un personaggino simile finisce in TV nazionali (oggi a SkyTG24) a parlare di ciò in cui è presunto esperto, rispetto al quale abbiamo appurato la effettiva pochezza, ecco, allora nel nostro Paese conta solo raccontare bene le cose (aah, lo “storytelling”…), il merito va bene a riempir la bocca, e quando salta fuori che è solo fuffa…si sposta l’attenzione su qualcos’altro con la più semplice applicazione dello straw man argument … Di quanti altri cialtroni televisivi ci siamo bevuti negli anni un sapere inesistente, non potendo verificare come invece in questo caso? Tanti, tantissimi, di sicuro, per lo più senza accorgercene se non dopo.
(Al riguardo abbiamo un altro bell’esempio italiano da raccontare, tenuto in caldo da gennaio, ma i vincoli societari mi hanno impedito di esporlo, con un po’ di scienza: ci torneremo).

Infine: questo blog e questo sito han rischiato seriamente di sparire, di finire in mano a quel personaggio: quando il tizio si è appalesato meglio per quel che era e per qurl che faceva e voleva, la possibilità è stata rifiutata con fermezza, generando tanti malumori. Ora capisco meglio il rischio corso, e ringrazio chi al FabLab a Torino mi ha aiutato e consigliato per il meglio.

Insomma eccoci qui.
In questa estate bollente lavoriamo sodo per completare gli aspetti tecnici che ancora mancano, come potete vedere negli articoli recenti, e per ricostruire su basi più solide le relazioni umane che contano, quelle che han dimostrato di valere anche nella divergenza di opinioni.

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openGalileo is over, finally.
Our experiment in entrepreneurship has gone, and we are not going to cry for this!
Some relationships and some friendships are gone with the society, some others are still alive.
The project goes on, fortunately we preserved it from those difficulties and from those persons interested only in making money with it.
Life goes on!

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