No Maker Faire, no party!

Quest’anno, contrariamente a quanto baldanzosamente dichiarato qualche tempo fa, il VentolONE non sarà alla Maker Faire di Roma che inizia domani.
Ci siamo resi conto, ai primi di settembre, che il carico derivante dalla gestione della stessa con forze ridotte, le “ossa rotte” dal fiasco di openGalileo, gli impegni nuovi in arrivo per alcuni di noi (la cicogna piuttosto che l’immissione in ruolo a scuola) rendeva insostenibile la cosa.
La sorpresa di leggere la mail di risposta degli organizzatori nella persona di Alessandro Ranellucci, l’affetto tributatoci e il loro dispiacere sincero spingono a perseverare…ma in fondo mica ce n’era bisogno, la tenacia piemontese ci appartiene fino nel midollo.
Così stiamo proseguendo, con occhi nuovi e nuovi approcci, più lenti, africani, ordinati.
E tuttavia mi trovo, ancora una volta, in viaggio verso la Maker Faire di Roma, con la scuola dove insegno, con i colleghi e con i miei studenti (per chi vuole, stand C4 e C5), intanto che la convalescenza del VentolONE va avanti…

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MakerFaireRome 2015!

Ci saremo anche noi!
è ufficiale, e lo sappiamo, ironicamente, dallo stesso giorno (di più, dallo stesso istante!) in cui abbiamo mandato in liquidazione openGalileo.

Si chiude una porta, se ne aprono altre, con nuove persone e nuovi membri!
Ci speriamo, stiamo operando per completare definitivamente la turbina.
Poi toccherà allo Stirling!
Un agosto…incandescente!

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Yeah, we will be at MakerFaireRome again! openGalileo has gone, new possibilities, new targets, new people to come!
We are working hard to complete the turbine, then it will be the solar stirling turn!

Intervista su Radio InBlu

L’altro giorno un altro dei tanti contatti collezionati alla MakerFaire di Roma si è concretizzato in una intervista radiofonica di Radio InBlu: lo speaker Marco Parce ci ha lasciato raccontare un po’ della nostra attività, dei nostri progetti e della visione che abbiamo.

Qui di seguito il podcast della medesima: buon ascolto!

Turbina Aloise, primissimi test – Aloise turbine, early tests

Un pochino recidivi torniamo al sistema di tests montato sul pick-up, in una versione molto migliorata e di facile montaggio: il test ha riguardato la turbina Aloise che abbiamo esposto alla Mafer Faire di Roma, nella versione con le pale sagomate con profilo alare.

Non abbiamo registrato dati di velocità e prestazioni per mancanza di tempo, ci torneremo ovviamente: empiricamente abbiamo ricavato una velocità di rotazione intorno a 200 giri/min, con velocità del vento indotto pari a 20km/h, ovviamente senza carico. La turbina si auto-avvia, a parte il caso già verificato sia numericamente che in galleria del vento in cui una pala presenta la corda perpendicolare alla direzione del vento. Per risolvere la questione abbiamo già in mente qualche idea però!

Per ora godetevi il video!

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Again we are back with our pick-up, testing the new turbine we are going to build as a kit: the turbine is the one we proposed at Maker Faire Rome 2014, 2 weeks ago.

By now no measures were collected, due to a lack of time: just a simple test to verify if the turbine works well with no load, and if it is able to autostart. Well, it seems we reached 200RPM at 20 km/h, more or less, and there is only one position the turbine suffers to start, when the blade chord is perpendicular to wind. No problem: we have got some ideas in order to solve this problem!

Aloise turbine with FX63-137 airfoil blades

Aloise turbine with FX63-137 airfoil blades

Anche su Polifemo, MTV!

Su Polifemo, MTV

Mentre il lavoro di ridefinizione della turbina va avanti e di pari passo le simulazioni di cui pubblicheremo a breve un report dettagliato molto interessante, godetevi la puntata di Polifemo (MTV) andata in onda qualche giorno fa e reperibile in streaming qui, dal minuto 33:20:

riconoscete il tizio in figura?

Su Polifemo, MTV

Su Polifemo, MTV

MakerFaireRome 2013: un breve racconto!

Segue il breve resoconto pubblicato sul sito della MakerFaire!

il nostro stand

il nostro stand

La nostra MakerFaire è partita come per tanti a inizio 2013, al compleanno di Officine Arduino a Torino. La possibilità che si ventilava di incontrare altri makers, di riconoscersi nel nostro comune essere makers in un Paese come l’Italia in cui la prima difficoltà…è l’inglese (“…che diamine significa makers?…”), la possibilità di vedere altri progetti conosciuti solo sul web e quella di poter raccontare il nostro progetto e sogno a una platea di persone curiose e interessate ci ha fatto sperare fin da subito di essere selezionati.

Il nostro progetto, una turbina eolica nata in Paesi in Via di Sviluppo e auspicabilmente trapantiabile in quelli sviluppati sotto forma di kit ci ha portato, ancora una volta, in Africa durante l’estate 2013: lì abbiamo saputo di esser stati scelti, lì la splendida notizia aveva un sapore tutto particolare, in una terra in cui essere maker è abbastanza la regola, che tu sia del posto o che tu venga da fuori…

La MakerFaireRome, beh, ha fatto vedere un po’ del bello del nostro Paese: l’organizzazione impeccabile ha reso la fiera un continuo e prolungato orgasmo di incontri, di conoscenze, di scambi di idee. Il nostro stand è stato letteralmente assaltato già il giovedì, lasciandoci senza fiato e…senza pranzo. Così il venerdì, così il sabato (alla domenica ci siamo finalmente organizzati, per il pranzo!).

Alla fine invece di 400 biglietti da visita ne sono volati via almeno 1300.
Più di ogni altra cosa ci ha colpito un aspetto: a fronte di una gioviale informalità chi ha partecipato e visitato la MakerFaireRome ha trovato tanta sostanza. Progetti interessanti, intelligenti, acuti, innovativi, con una buona dose di scanzonata allegria nei visi e nei sorrisi.

Si può fare scienza e tecnica anche o soprattutto così!

Un aneddoto: il primo giorno, mentre ancora stavamo completando lo stand e già frotte di persone ci chiedevano informazioni, tra i tanti si ferma una coppia, un lui e una (bella) lei, chiaramente americani dall’accento, che semplicemente ci chiedono informazioni circa la turbina. Spiego l’idea del kit DIY, l’idea dell’open-hardware e quella del crowdfunding che vorremmo attivare. Sembrano interessati, ci si saluta, scoprirò più tardi che nel mio inglese imperfetto ho scambiato il costo presunto della turbina con l’intero importo della campagna di crowdfunding: accidenti, una bella differenza!

Intanto però si avvicina un ragazzo (che diventerà un aficionado del nostro stand nei giorni successivi!) che ci chiede: “ma sapete chi era?”
“no!”, rispondo divertito.
“era il CEO di Intel, Brian Krzanich…”

Urka, quella persona tra le tante cui avevo raccontato dell’Africa, della turbina, dell’apporccio open era una dei personaggi più potenti della Terra! l’amministratore delegato di Intel…

Ammetto che la cosa ci abbia lasciati un po’ senza parole…! E ci ha anche molto divertito.

Insomma, in breve: informalità e sostanza, come sintesi della MakerFaireRome!

Ah, un ultimo dettaglio: più tardi Krzanich è ripassato, abbiamo spiegato meglio la questione del costo della turbina, ci siamo fatti una risata circa l’inglese maccheronico, e…e ora abbiamo il suo biglietto da visita!
Sognare si può!

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…with nerdy Julie Watai!

Maker Faire Rome, day 3

a MakerFaire si sta rivelando una esperienza assolutamente fuori dal comune: ci aspettavamo tanto, ma qui siamo ben oltre le piu’ rosee previsioni.
Si respira un clima dinamico, elettrico, fatto di sorrisi, di condivisione di sapere, di curiosita’, di sorpresa. Ad ogni angolo del Palazzo dei Congressi dell’EUR non e’ improbabile incontrare la giapponesina che fa la fotografa ma “makerizza” dei pupazzi anni ’80 attivando una TV in streaming, oppure i nerd goriziani che han costruito un sismografo con 2 hard-disk di recupero, o il braccio robotico che ricopia un volto, o la cyclette collegata a Google Maps, o la coltura idroponica, o le arnie sensorizzate che rilevano numero di api e miele prodotto, o il tizio fiorentino che stampa in 3D le case, o anche il CEO di Intel che passeggia tranquillo curiosando…insomma, un’immersione caleidoscopica in un mare di tecnologie mature, in crescita o del tutto innovative.
Avvicinadosi agli stand, poi, si respira un’aria molto diversa da quella delle comuni fiere commerciali: qui nessuno ti vende niente, o meglio, qui nessuno ti avvicina con l’ansia di fatturare. Qui quando ti avvicini a uno stand ti raccontano come funziona la realizzazione, ti condividono un sapere, ti chiedono di partecipare. Conoscere, condividere, partecipare (alla facciaccia di coloro ai quali risuona in testa solamente un modo di fare, di produrre, di pensare.

Massimo Banzi al bar, star pane-e-salame

Massimo Banzi al bar, star pane-e-salame