On Hackaday Prize

Finally I decided: it is time for a new starting, for a new story. Leaving aside grudges and sadness.
Because Aloise is still waiting for the turbine, and so Juma in Jambiani, and wind is still blowing hard, over there, without anyone harnessing it!

So let’s go with this new adventure, from what I learned about wind, fluid dynamics, mechanics and so on, with Mirko, and let’s have a look into the future. I want this wind turbine to be built, to be completed! It is time!

Follow the project on Hackaday, too!

 

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VAWT tester, 3

So, it is time to say I’m a @##$ ! An entire week thinking of these strange curves for a permanent magnet generator, that weird knee for the voltage vs current curve…

power vs voltage - first test…then yesterday, during some more tests, I touched the rectifier and…“ok, it’s hot, uhm…why?”

A closer look and…what the fuck, the regulator! that fucking L7812C regulator I didn’t think about!

IMG_20151009_233840Ok, take a look to the curves: the regulator…regulates! and it regulates very good, as expected! No electron go over 12V! In case…just heat!

Probably thi regulator is intended to protect the load, so that no more than 12V will go out and the turbine will be able to power 12V users, such as a small camping lamp.

But in order to test the generator it is absolutely useless, so I’ll make another one rectifier and go on testing.

The right way, this time!

Altre turbine, altri mondi – Other turbines in other worlds

Riprendiamo dal sito di Vincenzo e segnaliamo ai lettori il caso di Tashi Bista in Nepal nella regione di Mustang, il quale ha realizzato una turbina eolica a partire dai famosi disegni e progetti di Hugh Piggott.

Ci riempie gli occhi vedere come le persone intraprendenti vedano un problema e ne cerchino una soluzione!

 

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From Vincenzo’s site the story of Tashi Bista from Mustang region, Nepal: a wind turbine made with simple materials using Piggott’s projects. It is so nice to see people trying to solve their own problems and needs with poor stuff and great keenness!

 

openGalileo chiude – openGalileo is over

Insomma, si chiude.

L’esperienza, l’esperimento di openGalileo, l’idea di coniugare aspetti sociali della nostra impresa e aspetti commerciali per sostenere la stessa…beh, è fallita.
Chi scrive gestisce questo spazio web dalle origini e ha dato vita al progetto VentolONE.
Ne ha viste di cotte e di crude, ha vissuto in prima persona la fatica a reperire fondi, a conoscere e mescolarsi con altre esperienze, a realizzare prototipi con risorse limitatissime, a reggere la delusione di fronte ai fallimenti.
Chi scrive non ha però mai avuto a che fare con una situazione quale quella creatasi nella società.

Ho riflettuto a lungo circa la possibilità di passare tutto sotto silenzio piuttosto che raccontare tutto per filo e per segno…e sì che ci sarebbero tante, tante cose da raccontare!
L’idea che mi son fatto è che i lettori, gli amici maker e tutti i donatori di questi anni abbiano diritto di sapere, e che al tempo stesso un racconto dettagliato sarebbe solo …triste, per la pochezza umana di tante persone sperimentata in questi 10 mesi.
Le difficoltà han generato un diradamento spinto degli articoli pubblicati perché si rischiava ogni volta di finire per avvocati: ora che siamo in liquidazione si è potuto riprendere a pubblicare.
Le difficoltà han generato uno sfaldamento anche del gruppo originario, che ha vissuto una crisi profonda: resta chi ha superato quella crisi, e chi desiderava e desidera fino in fondo vedere il progetto progredire.
Le difficoltà han portato alla luce in maniera netta chi ci metteva del suo e chi ci ha messo le chiacchiere, chi crede nella finalità sociale del progetto e chi voleva preservare il capitale investito: di fronte a questo la cernita è stata naturale, e spietata.
Le difficoltà hanno delle cause che penso siano da ricondurre a tanti fattori, tra i quali i seguenti:

  • c’è stato un atteggiamento e un approccio provinciale da parte mia e del gruppo originario: è una startup, mica una scampagnata! Posso pensare di imparare facendo, come abbiamo fatto in questi anni dal punto di vista tecnico, ma in tal caso devo potermi fidare ciecamente dei miei compagni, del fatto che non mi pugnaleranno alle spalle in punta di Diritto Civile;
  • c’è stata la paura di alcuni membri della società di prendere posizione quando le cose precipitavano: non dovevano star zitti di fronte ad alcune scelte in palese contrasto con il codice etico sottoscritto da tutti, se si cede su questo il resto come può andar bene?
  • ci siamo fidati di persone che, pur avendoci sostenuto fin dall’inizio, una volta in società per calcolo o per incapacità non han saputo né voluto mitigare le divergenze che emergevano, facendo invece pesare il loro voto in assemblea nella direzione opposta a quei valori dichiarati, sbandierati, sottoscritti. “i soldi non sono un problema” è molto bello da dire e molto vero probabilmente, ma probabilmente il desiderio di preservare i soldi a tutti i costi un problema per qualcuno lo è diventato, anche quando si facevano scelte per lo meno discutibili. Chi scrive soldi ne ha messi tanti, tantissimi, dall’inizio, senza troppi calcoli se non quelli della fine del mese;
  • mi e ci siamo fidati, soprattutto, di un personaggio che fino al giorno prima della decisione definitiva di dare avvio all’impresa si è comportato correttamente, con quella dose di simpatica milanese spavalderia che reputavamo utile per vincere il nostro provincialismo. Poi è venuto fuori il resto, un personaggio tanto abile con le parole quanto vuoto nei contenuti (non, non è fiorentino e non si chiama Matteo!), inconcludente, capace di sfiancare anche il più prudente tra di noi con quel carico di acrinomia e sfiducia verso gli altri che dimostra quanto poco ci abbia conosciuti: sempre convinto che io e gli altri gli si volesse fare le scarpe, incapace di vedere i cambiamenti radicali di atteggiamento quando ci son stati per il bene della società, scorretto nelle relazioni umane e scorretto nelle relazioni societarie, incapace di scusarsi nemmeno di fronte agli errori incontestabili. Un chiacchierone, un morto di fame che ha gettato addosso a me e al gruppo una grande, grandissima sfiducia verso il prossimo, verso il futuro: se non son capace a far prevalere la ragione e la scienza nemmeno in un contesto tecnico, se un chiacchierone qualunque è in grado di far saltare relazioni e amicizie oliate, rodate, radicate…di chi mi potrò fidare in futuro?

Se basta un personaggino simile a metterci in difficoltà… come possiamo immaginare di cambiare alcunché del nostro piccolo angolo di mondo?
Se un personaggino simile finisce in TV nazionali (oggi a SkyTG24) a parlare di ciò in cui è presunto esperto, rispetto al quale abbiamo appurato la effettiva pochezza, ecco, allora nel nostro Paese conta solo raccontare bene le cose (aah, lo “storytelling”…), il merito va bene a riempir la bocca, e quando salta fuori che è solo fuffa…si sposta l’attenzione su qualcos’altro con la più semplice applicazione dello straw man argument … Di quanti altri cialtroni televisivi ci siamo bevuti negli anni un sapere inesistente, non potendo verificare come invece in questo caso? Tanti, tantissimi, di sicuro, per lo più senza accorgercene se non dopo.
(Al riguardo abbiamo un altro bell’esempio italiano da raccontare, tenuto in caldo da gennaio, ma i vincoli societari mi hanno impedito di esporlo, con un po’ di scienza: ci torneremo).

Infine: questo blog e questo sito han rischiato seriamente di sparire, di finire in mano a quel personaggio: quando il tizio si è appalesato meglio per quel che era e per qurl che faceva e voleva, la possibilità è stata rifiutata con fermezza, generando tanti malumori. Ora capisco meglio il rischio corso, e ringrazio chi al FabLab a Torino mi ha aiutato e consigliato per il meglio.

Insomma eccoci qui.
In questa estate bollente lavoriamo sodo per completare gli aspetti tecnici che ancora mancano, come potete vedere negli articoli recenti, e per ricostruire su basi più solide le relazioni umane che contano, quelle che han dimostrato di valere anche nella divergenza di opinioni.

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openGalileo is over, finally.
Our experiment in entrepreneurship has gone, and we are not going to cry for this!
Some relationships and some friendships are gone with the society, some others are still alive.
The project goes on, fortunately we preserved it from those difficulties and from those persons interested only in making money with it.
Life goes on!

Stampaggio con resina da colata – Permanent cold casting

Nell’ottica di ottimizzare la realizzazione dei profili alari, e poterne costruire quanti ce ne pare, con il profilo che ci pare, con la minor spesa possibile, stiamo sperimentando la produzione con stampaggio in resina.

In estrema sintesi: prima si costruisce in silicone la conchiglia (il negativo) attraverso il prototipo stampato in 3D, poi si cola la resina.

I risultati al momento sono soddisfacenti, a breve un resoconto pubblicato su Instructables! Per ora un po’ di fotografie!

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In order to improve our techniques for airfoil blades making we are testing some permanent mold casting.

3D print of the airfoil, silicon made shell, then the resin: good results, by now, as you can see in the following photos!

As soon as we better the procedure an Instructables will be published, next week!

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Solar Stirling engine

…e per non farci mancare nulla qualche primo timido passo nell’uso dell’energia solare per alimentare un motore Stirling, di cui abbiamo già parlato qui!

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In order to move towards testing and experimenting solar energy to power a Stirling engine, here we are with some tinkering around a commercial cheap Stirling engine bought on Aliexpress with a solar dish, covered by silver adhesive film!

Wind tunnel test

Finalmente, dopo due anni dall’inizio della sua realizzazione, procediamo a utilizzare a fondo la nostra galleria del vento!

SAM_3852

Primo obiettivo: testare il piccolo VentolINO, comprato anni fa a poco prezzo quando il dollaro vale poco rispetto all’euro (bei tempi!), utilizzando configurazioni diverse per le pale, variando diametro e angolo di attacco per valutare le prestazioni.

Qui un video di qualcuno che ha avuto un’idea analoga alla nostra:

In fondo i link al file DXF per il taglio laser delle parti necessarie e ai files CAD (Solidworks). Nelle immagini sotto la struttura che abbiamo pensato.

VentolINO - render.v01

10W VAWT - declared performances

10W VAWT – declared performances

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Finally after two years waiting we start to use our wind tunnel!

First goal: we will go on testing our small 10W VAWT (we call it “VentolINO”), bought some years ago, in order to understand more about pitch angle and solidity, which we will change in a bunch of tests. The links give access to DXF files for laser cut sheet and CAD files (Solidworks).

preview

I files del workshop!

Trovate tutto qui, disegni CAD, disegni DXF per il taglio laser, qualche rendering e alcuni articoli circa la teoria che sta dietro alle turbine Savonius costruite nel weekend insieme al piacevolissimo Alessandro Mason di Officina Gisto.

Come sempre tutto il materiale è rilasciato ocn licenza Creative Commons BY-NC-SA!

Buon divertimento!

Savonius wind turbine

Savonius wind turbine

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We had a nice workshop at FabLab in Turin last weekend, in collaboration with Officina Gisto. We built a simple Savonius turbine with an bicycle hub dynamo as generator.

You will find all the material here: CAD files, DXF laser cut files, theory documents (sorry, most of it is in italian language!)

Turbina Aloise, primissimi test – Aloise turbine, early tests

Un pochino recidivi torniamo al sistema di tests montato sul pick-up, in una versione molto migliorata e di facile montaggio: il test ha riguardato la turbina Aloise che abbiamo esposto alla Mafer Faire di Roma, nella versione con le pale sagomate con profilo alare.

Non abbiamo registrato dati di velocità e prestazioni per mancanza di tempo, ci torneremo ovviamente: empiricamente abbiamo ricavato una velocità di rotazione intorno a 200 giri/min, con velocità del vento indotto pari a 20km/h, ovviamente senza carico. La turbina si auto-avvia, a parte il caso già verificato sia numericamente che in galleria del vento in cui una pala presenta la corda perpendicolare alla direzione del vento. Per risolvere la questione abbiamo già in mente qualche idea però!

Per ora godetevi il video!

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Again we are back with our pick-up, testing the new turbine we are going to build as a kit: the turbine is the one we proposed at Maker Faire Rome 2014, 2 weeks ago.

By now no measures were collected, due to a lack of time: just a simple test to verify if the turbine works well with no load, and if it is able to autostart. Well, it seems we reached 200RPM at 20 km/h, more or less, and there is only one position the turbine suffers to start, when the blade chord is perpendicular to wind. No problem: we have got some ideas in order to solve this problem!

Aloise turbine with FX63-137 airfoil blades

Aloise turbine with FX63-137 airfoil blades

Aloise wind turbine

Finalmente in condivisione la nostra turbina Aloise AT4Africa: una semplice turbina Lenz riadattata per applicazioni africane attraverso l’utilizzo di due dinamo da mozzo, e chi è passato al nostro stand alla Maker Faire di Roma ha potuto osservarla. La struttura è realizzata attraverso il taglio laser di materiali quali il legno o l’acciaio: chiaramente in Africa si dovrà ricorrere a una più semplice ruota di bicicletta come sostegno.

Le pale sono realizzate in lamiera di alluminio recuperata da una tipografia, in Africa si può ricorrere a una più semplice lamiera di acciaio. Per quanto riguarda le dinamo (che in realtà sono alternatori!), sono di più semplice acquisto in un qualunque mercato africano che non in Italia: qui noi ci siamo rivolti a Rosebikes, sia per i prezzi che per il servizio impeccabile!

Le prestazioni: la turbina è sicuramente sovradimensionata rispetto alla potenza dei due generatori se considerata rispetto alle condizioni eoliche nelle quali normalmente sono studiate le turbine eoliche; i due generatori presentano una potenza generata nominale pari a 3W. L’area di 0,88 m2 consente di ottenere una potenza di circa 13W @ 5m/s, considerando un ragionevole rendimento di 0,2 per la sola turbina. Se si considerasse una velocità nominale pari a 10m/s si avrebbero a disposizione ben 100W, ma nel contesto semi-urbano per la quale è pensata questa condizione si presenterebbe ben di rado: è adatta per piccole potenze e per altezze di installazione limitate (diciamo 10m al più). Tutto ciò significa che sarà comunque in grado di garantire il fabbisogno elettrico per una famiglia africana come quella di Aloise, ma per questi dettagli tecnici rimandiamo a un successivo post.

Per ora godetevi i disegni che, ribadiamo casomai fosse necessario, sono rilasciati con licenza Creative Commons – BY-NC-SA !

Aloise Lenz turbine CAD files

ALoise Lenz turbine - AT4Africa

ALoise Lenz turbine – AT4Africa

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Finally our CAD files for Aloise AT4Africa turbine are shared: this is a modded Lenz turbine , adapted for Developing Countries users. We presented it at Maker Faire Rome, last week.

The structure is really simple, and laser cut parts can be substituted by simple bicycle wheels. The hub dynamos are really common in Africa (better, in Tanzania, which we know better!) and they are good for power supplying a simple family: we bought on Rosebikes, good prices and better service. Ok, the turbine is oversized comared with the generators: at 5 m/s wind speed the output power will be around 13W (assuming a 20% turbine efficiency), at 10 m/s the output should be around 100W, so generators would get burned. But it is really difficult to have 10 m/s wind speed for small turbines at least 10m high from the ground, so this choice should be a good one. We will have enough tests to confirm this.

A lot of informations are missing, we know: we will give in a following post!

By now take a look on the drawings, as usual released under Creative Commons license – BY-NC-SA !

Aloise Lenz turbine CAD files