Ancora altre possibilità!

Un’altra possibilità si sta facendo strada.
Attraverso un ing. vicentino si sta presentando la possibilità di installare l’anemometro a Mtwango, presso il villaggio Tumaini. Per il tramite di Giovanni Viale, siamo venuti a conosce
nza del fatto che è lì presente un architetto torinese che sta svolgendo il Servizio Civile…insomma, piove sul bagnato!

Non resta che attivare anche questo contatto…e ancora una volta attendere gli sviluppi!
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Qualche passo avanti…fluidodinamico!

Nell’ambito dello studio della fluidodinamica del Ventolone, per arrivare a definire il profilo alare più adatto per le pale e possibilmente fornire una stima delle caratteristiche velocità del vento-potenza e velocità del vento-coppia motrice, ci stiamo imbattendo in un problema molto specifico.
Le VAWT (turbine eoliche ad asse verticale) sono di solito studiate attraverso un parametro adimensionale detto tip speed ratio, per il quale, limitatamente alle turbine Darrieus (cui anche il Ventolone fa riferimento), si indica in letteratura un valore di massima efficienza pari a 4-5.
Girovagando sul Web ho avuto modo di incontrare questo modello commerciale, molto simile al Ventolone. In base ai dati forniti dal sito emerge un valore di tip speed ratio mediamente pari a 1.
Delle due una: o ci siamo sbagliati tutti, oppure il valore di 4 è valido solo per le Darrieus reali, e non per le H-rotor come il Ventolone, per il quale si presuppongono valori inferiori.
Per intanto un passo avanti: abbiamo appurato che dal punto dell’estrazione dell’energia dal vento si possono utilizzare i profili alari tanto con concavità verso l’interno (soluzione comunemente adottata) quanto concavità verso l’esterno. Un calcolo di massima fornisce risultati assolutamente identici.

 
In figura: triangoli di velocità e valori della sola portanza per posizioni differenti della pala, di profilo MV-227, velocità del vento pari a 5 m/s, tip speed ratio pari a 3

Nuovi contatti!

Girovagando per blog avevo incontrato mesi fa questo bel sito che consiglio caldamente a tutti sia per le splendide fotografie sia per il contenuto.
Il mese scorso l’autore pubblica dei post relativi a un progetto che sta seguendo a Njombe, Tanzania. un sobbalzo nel cuore, lì ho passato 4 estati e in zona è nata l’idea del Ventolone (Makambako è poco distante).
Mi attivo e insomma, dopo un breve scambio di mail l’altro giorno un lungo colloquio via Skype attraverso il quale abbiamo potuto scambiarci informazioni e idee. L’autore, Giovanni Viale, sta collaborando a un progetto cooperazione Nord-Sud che prevede la ostruzione di una scuola tecnica in quel di Njombe appunto, in collaborazione con una ONG olandese, SHIPO, e in particolare con un tal John de Wolf il quale si occupa di tecnologie a basso costo per Paesi in Via di Sviluppo.
Giovanni Viale si dice molto interessato al nostro Ventolone nell’ottica di fornire un contributo alla rete idrica della scuola che stanno costruendo. In particolare a valle della collina sulla quale sorgerà l’edificio è presente una sorgente, dalla quale si vorrebbe attingere parte dell’acqua per la scuola stessa. il Ventolone avrebbe lo scopo di pompare l’acqua per un dislivello di circa 40m, per 200m di lunghezza.

Che dire, non aspettavamo altro!

Njombe è una zona a noi conosciuta, in più il Ventolone si integrerebbe in un progetto di sviluppo pre-esistente, e sarebbe applicato al fabbisogno idrico invece che alla produzione di elettricità (meno redditizia in termini di efficienza termodinamica).
Al lavoro quindi!

Si tratta ora di mettersi in contatto con il sig. De Wolf, e attendere gli sviluppi.

P.S.: una nota a margine: potenza del Web! Entrare in contatto con un progetto e una persona di cui…non si conosceva nemmeno l’esistenza!

Una valanga di aggiornamenti!

Nonostante l’apparente assenza dalla blogosfera il Ventolone Group sta lavorando, eccome.
Lo scorso martedì durante il summit che ha sancito, tra le altre cose, le doti culinarie di SuperMarioProf, è stato fatto un po’ il punto della situazione. Ecco quanto emerso:

  • Paolo riprenderà una serie di contatti con la realtà torinese delle ONG e simili
  • Carlo si sta attivando per il recupero di materiale e quant’altro per mettere in piedi il primo prototipo, presumibilmente tra 15 giorni
  • Mario ha avviato tutta una serie di contatti di cui al post seguente per definire dove piazzare l’anemometro in primis, e qualora le condizioni di vento lo permettano, il futuro ventolone
  • Giorgio ha descritto ai presenti la sua attività relativa all’anemometro, al suo interfacciamento con la CPU e all’invio di dati via SMS / Web
  • Massimo e Francesca erano assenti giustificati ( 😉 )ma si sono persi la “paota” a cena…e ci dispiace per loro!

Il tono goliardico di questo post ben rispecchia l’allegria della serata e la sensazione di gruppo che si respirava e che ci consente di andare avanti in questa piccola realizzazione.
Nei post seguenti maggiori dettagli relativi ai vari aspetti.

 
Nelle foto: Carlo e Paolo osservano estasiati Giorgio e i suoi marchingegni…ci capiranno qualcosa?

Entriamo nel vivo!

Alcuni aggiornamenti veloci pre-cena:

  1. ieri sera ci si è incontrati, il SuperMarioProf e Giorgio, per cominciare a metter giù l’hardware che consentirà all’anemometro di trasferire i dati rilevati via web / SMS, secondo lo schema riportato. Andando passo passo, abbiamo testato la possibilità di scrivere sulla EPROM del processore e a far lavorare un semplice programmino di lampeggiamento di LED. La procedura si è rivelata semplice e decisamente efficace e lascia ben sperare.

         

    Prossimo step: far comunicare l’anemometro con il microprocessore (e far lampeggiare altri LED!)

  2. Messa giù per esteso la procedura di calcolo per stimare la potenza estraibile, data la velocità del vento, il tip speed ratio lambda e il profilo alare:

    E’ evidente che tale procedura è approssimativa, fa riferimento a dati esterni (il software ProfiliV2 si appoggia alle librerie di XFoil già citato in qualche post precedente) non per ora verificabili, assume che i valori di lambda ottimali siano quelli reperibili in letteratura (4 -> 6), ignora parecchio della fluidodinamica del problema…ma per cominciare va più che bene! Più avanti si potrà magari raffinare il discorso, per ora preme conoscere quale sia il profilo alare più adatto alla bisogna!

  3. Da ricerche qua e là emerge che qualcuno ha già fatto qualcosa di simile, tal prof. Gorlov della Northeastern University. Ottimo! Si tratta ora di reperire materiale scientifico al riguardo!

Infine un ringraziamento specialissimo ai membri del Fondo di Solidarietà di Racconigi (CN) che con il loro impegno economico ci hanno permesso di acquistare l’anemometro e tutto ciò che serve a livello hardware, e con la fiducia che hanno riposto nel progetto hanno dato il via a tutto il resto che sta avvenendo!

Stay tuned!

Mi sa che non ci siamo…

Rieccoci!

Giornata passata a far di conto per valutare la ventosità di Abidjian per eventualmente avviare il progetto lì, in collaborazione con il Gruppo Abele di Torino.

Purtroppo questi sono i risultati: nella migliore delle ipotesi, ovvero con una macchina diciamo che rasenti la perfezione, potremmo ottenere circa 40 Watt…

Che dire… a parte estendere l’analisi dal 2005 al 2008, per completezza, da lunedì studieremo il caso Dakar. Con la speranza che Francesca porti altre notizie buone circa Socotra…!

Triangoli di velocità e Wikipedia

…io dico che c’è un errore su wikipedia

secondo me la figura dovrebbe essere diversa…ma basta in realtà cambiare interpretazione del verso di L (da forza fluidodinamica agente sull’ala a forza che la struttura deve operare sull’ala…principio di d’Alembert) e tutto torna.

Meglio allora questa modifica:

A presto…ora un po’ di vacanze!

Alcuni tool per l’aerodinamica

Avendo a che fare con quelle che sostanzialmente sono i profili di ali di un aereo ci stiamo confrontando su una serie di questioni prettamente aerodinamiche:

  • meglio una pala con corda lunga o una pala con corda corta?
  • meglio una pala lunga e diametro del rotore piccolo, o viceversa?
  • meglio una pala spessa o una pala sottile?
  • meglio una pala a profilo simmetrico o una pala a profilo incurvato?

Mentre stiamo studiando volumi su volumi di Fluidodinamica e simili vengono in nostro aiuto alcune risorse in rete decisamente interessanti:

  1. javafoil, tool che più completo non si può
  2. FoilSim II, tool della Nasa semplice ed efficace
  3. Profili 2, che abbiamo acquistato
  4. una serie lunga così di tools per gli appassionati

Che dire…non resta che studiare e applicare!

P.S.: se qualcuno ha qualche utile dritta…è benvenuta!