Tutaonana, Iringa!

Ripartiamo, ritorniamo a Ilembula per i nostri eolici traffici. Il “safari” e’ finito: la notte passata osservando dala finestra gazzelle e simili che brucano sotto casa nella luce della luna, e rumori indistinti e versi di animali, con il ruggito di un leone mica tanto lontano, con la consapevolezza che uscire non era per nulla consigliato (il guardiano ha un kalashnikov…vero!)…ecco, una notte cosi’ e’ un ricordo impagabile!
Ora si riparte, sul solito daladala tenuto insieme con lo scotch che trasporta una umanita’ variegata che ha suoi problemi, sue aspirazioni, suoi pensieri, che ci sono per lo piu’ sconosciuti ma che ci fa sentire n qualche modo…vicini…

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…anche in senso fisico!
Poi…beh, trasportiamo anche un letto, a questo giro!

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Adam in primo piano, in fondo si carica il letto!

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Si lavora per incastrare il letto...

A caccia (fotografica) di Twiga e Tembo

Siamo in viaggio (“safari” in kiswahili, guarda caso) in mezzo alla savana, sotto un sole caldissimo, in attesa di giungere nel parco del Ruaha. Qui, a parte la strada, di tutto cio’ che e’ l’uomo non c’e’ assolutamente nulla.

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twiga!


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tembo (so far)


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tembo!

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sunset in Ruaha park!

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tembo!

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sunset in Ruaha park!

In viaggio, di nuovo

La truppa si dedica un due giorni a Iringa e poi al Ruaha per dare un’occhiata agli animali della savana! Vediamo se le giraffe hanno il collo cosi’ lungo per davvero!

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somewhere near Sao Hill, Tanzania

UPDATE
Capita, sul bus, di sedere vicino a una donna Masai…
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…e allora, se ci si ferma un attimo, si scopre che ci osserva, pensierosa, forse pensa che siamo disgustosamente sbiaditi, forse ci guarda con compassione per i mille ammenicoli di cui siamo carichi, forse questi son solo pensieri da occidentale, la donna forse pensa tutt’altro in una vita, la sua, che corre parallela alla nostra senza porsi il problema di questo parallelismo.

Basamenti completati e qualche riflessione

Ieri abbiamo passato la giornata tra le sudate carte per cercare di capire come dimensionare la trasmissione dalla turbina al generatore, in mezzo a ponti raddrizzatori, regolatori, batterie: tutto lavoro che andava fatto prima…se solo non ci avessero spedito il materiale il giorno prima di partire!
Per fortuna, oltre a questa fuffa elettronica, qualcuno ha proseguito nel lavoro al sito, a Ukomola: a sera i basamenti erano “completati”…nel senso che era finito il cemento. In ogni caso possiamo cominciare a montare le torri!

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Nei basamenti di ciascuna torre son finiti cemento (poco?), sabbia di granulometria random standard, sassi e pietrame, nonche’ del terriccio che scivolava giu’ mentre con le carriole con le ruote tutte demolite si versava nella buca.
Insomma, un po’ all’africana.
Da esterni e probabilmente influenzati da decenni di “efficienza, produttivita’, qualita’ totale” ci sembra assolutamente incomprensibile il motivo che spinge i locali a una indolenza rispetto ai problemi e alle magagne che emergono, di qualsivoglia natura. Piu’ che una critica la nostra e’ semplice osservazione: se una riga deve esser dritta, quasi di sicuro verra’ “quasi dritta”. Non solo perche’ mancano i mezzi. Ma in fondo a queste considerazioni era gia’ giunto il presidente Nyerere qando criticava l’indolenza del suo popolo…

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Pale in dirittura di arrivo

Pale finite!

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Caratteristiche:
– profilo NACA 9335
– lunghezza corda: 0,4m
In tutto 16 pale, accoppiate, si’ da avere 4 pale per ogni turbina.
La scelta di avere 4 pale e’ dettata dalla maneevolezza maggiore (son piu’ piccole) e dalla maggior semplicita’ nel riprodurre angoli di 90′.

Iniziano gli scavi a Ukomola!

Stamattina abbiam dato il via agli scavi a Ukomola insieme ai locali e ad Alfred, operaio di Tarcisio, che ci fa anche da interprete. Partiamo con il “Lince” di Tarcisio (si’ si’, ha un Lince della Croce Rossa, chissa’ come) e dopo mezz’oretta di savana (savana era!) eccoci al sito.
Qui una pace e un silenzio surreale ci avvolge, non c’e’ assolutamente nulla!

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Tracciamo le basi delle torri, alcuni abitanti e il catechista Cosmin (che fa le veci del parroco piu’ o meno) vanno a prendere la sabbia e insieme cominciamo a scavare.
La terra e’ rossa ma secca secca che sembra quella che immaginiamo ci sia su Marte, solamente fa molto piu’ caldo.

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Posizioniamo anche un anemometro in cima a un palo di 9m, per confrontare poi i dati con quelli contemporanei di quello di Tarcisio posizionato a marzo:

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i primi dati ci dicono che lassu’ il vento soffia a una media di piu’ di 6m! Cioe’ il 40% in piu’ dei dati che avevamo, cioe’ il 170% in piu’ di energia!

UPDATE
Primo scavo completato!

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UPDATE 2
Dopo una leggera passeggiata nella sabbia di 2 km per raggiungere il bar Centro di Ukomola ci godiamo il pranzo che ci viene offerto, a base di riso, fagioli e insalata di pomodori e cipolle, nella speranza che vada intestinalmente tutto bene…
Poi torniamo al sito: il vento si e’ alzato ulteriormente, il sole e’ caldo e pungente, si sono aggiunti altri operai, tanto che ora praticamente osserviamo, e basta. Gli scavi continuano, prepariamo il “calcestruzzo”…
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(continua…)

Pedagogia africana

…in attesa di spiegarvi il motivo di due giorni di blogging black out vi regaliamo alcune fotografie scattate stamattina: pedagogia africana!

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Ora, con tutti i limiti del paragone, ci chiediamo se crescano meglio i bambini che portano il legno per la stufa a 3/4 anni, oppure i bambini italiani che a 3/4 anni sovente per questioni igieniche non possono nemmeno toccare la terra al parco (“…Pierfrancesco vieni subito qui a lavarti le mani con l’amuchina, butta via quella terra, Pierfrancesco non mettere le mani in bocca, cacca!….”). Fuor di retorica, quando i genitori che poi incontriamo ai colloqui a scuola disperati per figli semi-smidollati si porranno il problema tanto del percorso pedagogico effettuato quanto della necessita’ di cambiare sistema, almeno per le nuove leve?

Gita da Baba Camillo, Kipengere

Rieccoci in viaggio!

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Memori dell’eccesso di lavoro che toglie lucidita’, come gli ultimi giorni a Zanzibar dello scorso anno, ecco, ci siamo ripromessi di riposare nei weekend e quindi eccoci da Baba Camillo, a Kipengere, ancora piu’ nell’interno del Tanzania. Baba Camillo e’ un missionario della Consolata in Tanzania probabilmente da 40 anni, che ha realizzato una infinita’ di progetti, opere, impianti.
Da lui ci sono due nostri amici, Patrick e Francesco, che passeranno del tempo nella sua missione, dopo aver fatto il viaggio con noi.
Ci ospitera’ per il weekend!