Buone vacanze a tutti i lettori!

L’apparente stand-by del blog nasconde invece una fitta rete di contatti, novità, nuovi studi e nuove attività, e un nuovo sistema di condivisione di risorse e link molto più efficiente del precedente.
Pronti il resoconto da Parigi, il resoconto da Pordenone, gli sviluppi sulla nostra macchina eolica…vi rimandiamo alla lettura tra una settimana!
Per ora…un po’ di riposo, meritato! Buone vacanze a tutti!

Si torna in campo!

…passati i bagordi parigini ci siamo dedicati un po’ a riordinare le idee, in vista di alcuni eventi che ci vedranno impegnati a breve:

e poi

  • Pordenone, sabato 15 e domenica 16 maggio, alla fiera Terraè – officina della sostenibilità

Nelle due fiere di cui sopra esporremo il nostro lavoro e racconteremo a chi vorrà la nostra esperienza di sostenibilità non solo ambientale ma anche economica e professionale, un modo diverso di lavorare: cercheremo  qualche finanziatore per il progetto ormai stilato in ogni sua parte circa la realizzazione di Ventoloni in Tanzania,  di cui per la verità abbiamo tergiversato circa la pubblicazione qui sul sito, sconsigliati da esperti del web per il rischio di scopiazzature da parte di associazioni senza scrupoli… (ma lo inviamo volentieri a chiunque ce ne faccia richiesta!).
Inoltre vedremo i riscontri circa l’ipotesi in cantiere di un mini-corso sul minieolico da tenersi in terra piemontese presumibilmente a settembre, se riscontreremo un interesse al riguardo. Infine presenteremo l’avanzamento sostanziale in quel progetto parallelo al Ventolone di anemometro a basso costo GPRS.
Segnaliamo inoltre che grazie all’interessamento di Walter sarà presentata a Pordenone anche l’iniziativa di Solarecollettivo e della Cooperativa Retenergie, con cui il Ventolone Team collabora attivamente e di cui è esso stesso espressione: l’occasione è ghiotta, fidatevi!

Invitiamo tutti i nostri lettori a venirci a conoscere di persona qualora capitassero di lì, sì che si possa instaurare una conoscenza un po’ meno virtuale!

ultim’ora da Parigi: girano voci incontrollate di un invito a Parigi per i primi di giugno per una certa premiazione…incrociamo le dita, scaramanticamente!

Un articolo interessante

Non riguarda direttamente il Ventolone, ma ci piace offrirvi la lettura di questo articolo che dice cose che condividiamo, e per questo vicine al contenuto del nostro blog.

Worldwatch istitute: il consumismo è incompatibile con la lotta ai cambiamenti climatici

Qualche riflessione poco tecnica

 
In una conversazione con Giorgio, alcuni giorni fa, dopo il contatto con Giovanni Viale:

Giorgio: …ma cavolo, in Africa hanno acqua, risorse, ma perchè non si mettono lì e non si costruiscono una diga, una centrale…

Mario: eh…mica è poi così semplice. Innanzitutto devi saperlo fare, anzi, prima ancora…devi saper che la tal cosa esiste!

G: mi sembra impossibile…

M: prova allora a immaginare di chiedere a tua moglie, che non sa nulla di vento, anemometri ed elettronica (a parte quella che vede costantemente in giro per casa…povera Marina 😉 ) di dire se può pompare l’acqua del rubinetto con il vento: ti chiederà se sei matto!

G: eh…

Mi ha dato da pensare, questa affermazione di Giorgio. Già, l’Africa e il Terzo Mondo sono arretrati: perchè, visto che sono ricchi di risorse e di intelligenze? Visto da qui sembra assurdo.
E’ un problema decisamente complesso, nel quale entrano in gioco processi sociologici, economici, antropologici. Di certo spesso dimentichiamo che noi abbiamo la scuola, l’istruzione garantita, e che se siamo ciò che siamo, a livello tecnologico per lo meno…tutto parte dalla scuola. Un po’ come diceva 50 anni fa don Milani.

Aggiungo anche una riflessione che trae spunto da una di Pasolini, di trent’anni fa, nella quale distingueva tra i concetti di sviluppo e di progresso, ponendo in luce a mio avviso, al di là della terminologia, una distinzione importante tra quello che è l’incremento del PIL (diremmo oggi) e quello che è la crescita del ben-essere dell’uomo, il miglioramento della sua vita.
Ecco, con il Ventolone vorremmo concorrere più al progresso di uomini, che non allo sviluppo dei Paesi.