Si comincia.
Cristiano ha in mente un sistema a boccola per fissare i due nuovi giunti, il materiale da tornire c’e’, ci vorra’ un po’ di tempo.
Che scrive invece si occupa dell’elettronica. Risuscitare il Tristar che sembra funzionare ma garanzie non ne da. Risuscitare il Relay Driver che invece e’ chiaramente defunto. Saldatore a stagno e avanti.
Poi, a meta’ pomeriggio di un giorno molto molto ventoso, viene a mancare la corrente elettrica. Sara’ caduto un palo per via del vento.
Siamo basiti e senza parole, fatalisticamente… (continua)
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Ci proviamo.
Di buon mattino ripartiamo per Ukomola, con lo scopo di smontare i pezzi danneggiati. Intanto Aloise (il “capofficina” di Tarcisio) cerchera’ un doppio giunto cardanico a Makambako. Il piano: sostituire le parti meccaniche rotte e recuperare regolatore e Relay Driver per vedere che si puo’ fare, nel pomeriggio di oggi. Domani rimontare.
A meta’ mattina la situazione e’ la seguente: parti meccaniche smontate, Aloise ha trovato i giunti, il Relay Driver e il Tristar sono smontati e in macchina.
Ora pranzo.
E allora…
…c’e’ un’altra possibilita’: rinunciare a 2 giorni di riposo a Zanzibar e rinviare la partenza da Ilembula.
Chiaramente pero’ dobbiamo avere la certezza che domani noi si possa avere a disposizione una nuova coppia di giunti cardanici, la possibilita’ di andare a Ukomola a ricuperare i pezzi meccanici ed elettronici defunti, la disponibilita’ di Tarcisio a sostituirsi da solo il regolatore Tristar e/o il Relay Driver qualora del caso (al ritorno in Italia vi spiegheremo tutto l’impianto: sostanzialmente segue le indicazioni di mr. Piggott come riportate sul suo blog).
Tarcisio ci da l’ok su tutto. Va bene. Alle 20.30, sentito anche Mirko, decidiamo. Restiamo due giorni in piu’. A Zanzibar (da dove parte, peraltro, il nostro volo di ritorno di domenica) andremo sabato. Ce la giochiamo mercoledi’ e giovedi’. Andiamo a dormire un po’ sollevati, timorosi ma determinati.
…e quindi…
…ci troviamo alle 19.30 a dover decidere che fare.
Non e’ per niente facile, in mezz’ora, far mente locale, lasciar da parte delusione e paure e individuare la strada piu’ efficace e possibilmente efficiente.
Possiamo partire l’indomani (oggi), come previsto: si tratta allora di percorrere due possibilita’, lasciar riparare ai locali le magagne meccaniche e mandare un kit preconfezionato dall’Italia per la parte elettronica (e il regolatore Tristar sara’ rovinato? Non lo sappiamo). Oppure ritornare a Natale, o il prossimo anno, ma con quali soldi? E…con quale faccia ci ripresentiamo, ala cena a settembre, dicendo “ehi, ciao, l’impianto funziona, ma appena in mano ai locali si e’ rotto”… molto poco tecnologia appropriata!
Scartiamo questa ipotesi: la lasciamo al campo delle “extremae rationes”.
L’altra ce la scarta Tarcisio: “…chi me lo rimette su questo generatore, loro non sono capaci…” e “…restate qui, rinviate il volo, pago io la differenza, saran 100 euro, non vi preoccupate…”. Ecco, questa seconda affermazione ci dice molto dello stile di Tarcisio, e ci rincuora parecchio: abbiamo il suo appoggio! Tuttavia…restare per fare che? Se restiamo siamo in grado di riparare il danno, che e’ meccanico ma anche forse elettronico? Di piu’: ieri abbiamo accennato a una magagna del tutto inattesa, il Relay Driver e’ programmabile solo attraverso RS-232…ma nella confezione c’e’ solo il cavo femmina-maschio. Quindi…questo resterebbe da fare, e allora quans’anche riparassimo il tutto saremmo comunque con l’impianto poco utilizzabile, in mano a locali non adeguatamente formati…non ci siamo.
Sono le 19.40. Il tempo stringe, dobbiamo decidere per avvisare compagnia di pullman e Procura di Dar Es Salaam per il pernottamento. Le possibilita’ sondate non convincono. A meno che… (continua)
E poi…
…e poi ripartiamo da Ukomola per tornare a casa, tutto completato con qualche cosa da migliorare in futuro, robetta, e passano 10 minuti quando Cosmas (il catechista, l’autorita’ locale) ci chiama per dirci che la pompa non funziona piu’. Panico.
Chi scrive torna indietro a piedi intanto che gli altri smontano l’anemometro che ci ha fornito i preziosi dati in questi 2 anni.
Sembra tutto a posto. Anche la pompa. Mistero. Cosa avran toccato?
Chi scrive decide di riavviare il sistema da zero, e…CRACK…!
Una turbina cede, sotto il vento finalmente impetuoso. Cede il giunto cardanico di raccordo.
E il regolatore Tristar emette uno scoppiettio.
Di nuovo, come l’altro giorno.
Panico.
E rabbia.
Forse ho sbagliato la sequenza di accensione (possibile? L’ho applicata identica tutto il giorno!), forse qualcuno ha pasticciato prima del mio arrivo. Non lo so.
Passano 10 minuti, arrivano anche gli altri, si decide di smontare le trasmissioni e portarle a Ilembula, a casa. Ma poi?
Mercoledi dobbiamo ripartire…
Nel viaggio verso casa nessuno parla. Solo Cristiano cerca di rincuorarmi un po’, mentre guardo il finestrino e sento il peso di un grosso fallimento…
(continua)
Ultimi giorni…
Ieri siamo stati “in gita” a Ukomola, piu’ che altro per controllare lo stato di ricarica delle batterie. Era tutto ok, ma il vento notturno non era mai salito oltre 4m/s, quindi la ricarica e’ stata miserella.
Ciononostante abbiamo avviato la pompa con quella poca elettricita’ e pompato acqua: frotte di bambini ci attorniavano.
E’ stata una grande soddisfazione: il progetto e’ completo!
Al ritorno pubblicheremo il video, da qui e’ impossibile: vi garantiamo che e’ una soddisfazione per gli occhi!
Oggi, lunedi’, ci dividiamo: Mirko e Loredana con i due pupi Samuele e Davide partono per il safari al Ruaha, Mario e Cristiano partono per Njombe per sistemare l’anemometro a Mfereke in accordo con Acra e Deltatronic.
Domani poi i due faranno nuovamente visita a Ukomola per controllare il buon funzionamento dell’impianto.
Domani dovrebbe esserci inoltre l’inaugurazione ufficiale a Ukomola: non sappiamo bene cosa significhi, ma l’inaugurazione cui tenevamo di piu’ e’ stato l’insieme di occhioni e sorrisi dell’altro giorno, e il brindisi di ieri sera con don Tarcisio e Fausta!
La turbina numero 1…
…di nome Puttanis ha caricato le batterie! Per pochi secondi, oggi non c’e’ stato praticamente vento. Pero’ per quel poco ha funzionato!
Vittoria!!!
(Invece l’altra turbina, Canaglia, ha il differenziale con un cuscinetto mangiato dalla ruggine. In meno di un anno, e tenuto al chiuso e all’asciutto. Roba cinese?…)
Stagisti in Africa…
Al mercato di makambako…
Internet
Ci scusiamo con i lettori per le notizie frammentarie degli ultimi giorni, i post doppi ed errori di pubblicazione vari. Anche qui il boom della telefonia sta mettendo in difficolta’ le compagnie telefoniche, almeno, immaginiamo il motivo sia questo dal momento che nel 2012 si viaggiava con velocita’ almeno decente, analoga a quella in Italia (in modalita’ EDGE, beninteso), con piacevoli picchi in 3G.
Nelle citta’ piu’ grandi, come Makambako, si viaggia in 3G costanti, meglio che da noi in tante zone in cui viviamo…alla faccia di tutte le idee medievali su oraghi, baluba e bingo bongo vari…





