Le pale prendono forma…

…ma che fatica: ci vuole un sacco di lavoro! Per ora peraltro il lavoro con gli operai di Tarcisio e’ stato poco condiviso, un po’ per limiti nostri un po’ perche’ hanno gia’ un sacco da fare!

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Aloise ripara quel che resta di un carro agricolo

Forgiatura africana

Le lamine per i profili delle pale non si piegano? Don’t worry, prendi una forgia e scaldi le lamine stesse, poi si piegano come pongo!

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forgiatura

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Magari dopo ci scappano due spiedini!

Nuove pale

Cominciata la cotruzione delle pale: l’eucaliptus e’ un legno che quanto a esser tignoso fa il pari con il mninga dello scorso anno!

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making blade's dima

Come per il prototipo italiano, utilizziamo un profilo NACA 9335, 4 pale, solidita’ 0,98.

Anemometria a Ukomola

Oggi abbiamo passato la giornata ad aspettare che la febbre passasse, ma Mirko e Adam han continuato a lavorare, cominciando a preparare il materiale per le pale.
Come al solito il progetto originario non si sposa appieno con i materiali che abbiamo trovato, per cui abbiamo variato il numero di pale portandole a 4, riducendone la corda: in teoria non cambia nulla, in pratica vedremo.
Peraltro, come gia’ detto, nel sito di installazione il vento e’ di certo piu’ sostenuto dei rilievi anemometrici, diciamo che le foto che seguono sono molto esplicative!

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anemometer in Ukomola

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Anemometer, and bushes

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Ukomola windmills site

In sostanza nel sito non c’e’ assolutamente nulla per km, mentre l’anemometro e’ montato in un cortile, il quale e’ circondato da muri e piante alte intorno a 3-4 m!
Tarcisio non poteva fare diversamente: nei giorni a venire installeremo un secondo anemometro direttamente nel sito per confrontare i risultati.
Anche alla luce di questo possiamo permetterci delle turbine un po’ piu’ piccine …speriamo!

Materiali acquistati!

Nonostante 38 di febbre andiamo a Makambako a comprare tutto il materiale che ci serve, che e’ un sacco di roba, pero’! La differenza con lo scorso anno e’ abissale: Tarcisio nonostante la febbre si e’ messo a impartire ordini a destra e manca come al solito per mandare avanti la baracca, solamente le imprecazioni sono molto piu’ colorite (!).

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landscape near Makambako

Ci affida a un suo operaio che ci porta a Makambako e in un dedalo di adorabili bancarelle che ricordano tanto il suk di Marrakesh ci conduce dal “ferramenta”, brevemente spieghiamo di cosa abbiamo bisogno e lo seguiamo al loro magazzino, ce e’ decisamente ben fornito: dai profilati in acciaio ai tubi per idraulica ai pannelli di cartongesso, tutto ordinato che non sembra manco Africa (ce lo si conceda).
Compriamo 60 tubi Innocenti, le lamine e i profilati e le lamiere per le pale. Ripensando a Stone Town e alle contrattazioni e alle difficolta’ a reperire tutto qui sembra un paradiso. D’accordo con Tarcisio non paghiamo nulla, saldera’ lui e noi gli faremo una donazione sul conto della missione al rientro: molto piu’ semplice e snello!
Rientriamo, l’aria si e’ fatta fredda e i 38 di febbre diventano qualcosa in piu’…nei colori di un splendido tramonto africano in mezzo alla savana rientriamo a Ilembula, e chi puo’ festeggiera’ i 18 ann di missione in Africa di Fausta (chi scrive invece va a dormire e assaggera’ la torta solo piu’ tardi!)

Lavori e debilitazione

Sara’ la fatica di ieri, sara’ la grappa di ieri sera…ma oggi meta’ truppa e’ in uno stato catatonico. Anche Tarcisio non sta benissimo, e pare qesto sia un evento, qui. Cmq i lavori proseguono: non paghi del container di ieri oggi se ne spostano 2 (piu’ vicino, per fortuna).

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Adam e Cristiano saldano...

Adam e Cristiano si stanno comportando peraltro in maniera egregia, volenterosi e curiosi e attivi.
Piu’ tardi gita a Makambako per i primi acquisti, il dimensionamento e’ in corso perche’, as usual, il progetto in Italia poi risulta sempre un po’ irrealizzabile in Africa.
Una buona notizia: l’anemometro spedito a marzo lavora e lavora bene ma, per evitare che finisse rapidamente in vendita in qualche mercato come frullatore, e’ stato posizionato in un cortiletto, circondato da edifici di 3m di altezza, e un po’ di piante…frangivento! Insomma, i dati anemologici rilevati andranno un po’ aumentati (almeno +15% 〓 almeno +50% di energia estraibile), installando un altro anemometro nel sito specifico, e analizzando le differenza minuto per minuto!

Ilembula, logistica e trasporti

C’e’ da spostare un container e portarlo a Ukomola (a 20 km).
Pare immediato caricarlo come nele foto che seguono…

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…tutto nel rispetto assoluto della Legge sulla Sicurezza della Repubblica di Tanzania…
No comment!

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Con le corde e’ un sacco piu’ sicuro, si’ si’…!
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UPDATE 2
…insomma, si parte: mancano solo 30 km, meta’ su sterrato…
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UPDATE 3
Bivio per Ukomola, ci lasciamo la “tangenziale” di Ilembula alle spalle. Ora comincia la parte piu’ colorita…
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Harambeeeee!

Il pomeriggio scorre placido sotto un sole bellissimo e ventilato nel silenzio della savana attorno a Ilembula. Rimbomba tutto attorno solo la voce degli altoparlanti, nei quali “Gerry Tanzania” e “Blacky Mike” parlano e parlano e parlano che sembra un villaggio vacanze.

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Si fanno intramezzare dalle “letterine dell’Harambee”, che di tanto in tanto, quando la regia musicale decide che il duo di animatori ha ormai fracassato i timpani di parole, intervengono con stacchetti musicali e jingles e balletti e quei gridolini caratteristici dele donne africane.

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L’Harambee e’ una raccolta fondi comunitaria che, nella forma, ricorda un po’ le raccolte fondi che ancora sopravvivono nelle campagne (almeno, nel Nord Italia, che conosciamo meglio).
La parte iniziale e’ fatta di discorsi e di ringraziamenti delle autorita’ e dei papaveri locali, di musica animata da Gerry Tanzania che si muove con la grazia di una gazzella ma ha la stazza di un bufalo…e poi parla, parla, parla!

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Verso la meta’ della prima parte compare sulla scena Wonder Mike che fa rapidamente le scarpe a Gerry, il quale riesce solo piu’ di rado a intervenire: lo vediamo affranto. Sono le 14:30.

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Presi dalla fame e dalla sete seguiamo il consiglio di Fausta e ogni tanto puntiamo il frigo della missione, con annessi salame e formaggio che Tarcisio ha imboscato nei bagagli la settimana scorsa.

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Sara’ il sole, la fame, o piu’ facilmente il fatto che non capiamo un tubo del profluvio verbale dei due emuli di Fiorello, insomma, a turno ci facciamo un giro.
Alle 15.30 comincia l’asta dei beni che le famiglie portano e mettono all’ “incanto”: papaye, pomodori, cesti, galline, un caprone che ogni tanto ricorda ai presenti che insomma, c’e’ anche lui!

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La somma raccolta e’ costantemente monitorata, come un banner web le segretarie contabili contano e contano e contano i soldi che si ricavano dalle aste e dai tour degli steward ce ogni tanto passano tra i presenti e paiono ricordare che la giornata e’ di tipo mungitoriale: prediligono il tour dai papaveri, chissa’ come mai… peraltro noi “scoloriti” siamo li’ vicino, e passano anche da noi.

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tutto 'sto pelo e' sospetto!

Insomma, alle 17:30 abbiamo “vinto” papaye e simili e ovviamente il caprone. Esausti, con pranzo da fare, mentre questi continuano a ballare come a un baccanale di romana memoria, ce ne andiamo a bere una birra nel centro storico di Ilembula, fingendo un happ hour!
Al ritorno, se va bene, mangeremo…

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le cucine dell'Harambee

Messa e Harambee

Domenica mattina: Messa al’aperto sotto il tendone dell’Harambee

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Tarcisio in posa clericale plastica

Con improbabili personaggi in prima fila:

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...e la biondona tedesca dov'e' finita?

Oggi pomeriggio poi l’Harambee, che se abbiamo ben capito dev’essere una specie di crowdfunding comunitario per finanziare la costruzione della nuova chiesa: si preannunciano discorsi barbosi, balli e canti, le aste, un clima di festa. E pranzo alla fine, alle 17, sigh!

Prima visita a Ukomola

Stamattina sveglia alle 7, colazione a base di caffe’-the’-latte-miele-marmellata, riparazione dell’impianto idrico e poi partenza, direzione Ukomola!

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sosta per scaricare beni di prima necessita'