E dal sig. Suha? – what about mr. Suha’s shamba?

Questa estate uno degli obiettivi che ci eravamo posti consisteva in una visita al campo di mr. Suha per vedere cosa ne era del primo VentolONE.

Per vicissitudini che spiegheremo nei post successivi solo una parte di noi ha potuto mettere in atto tal proposito, e chi scrive non è tra questi, purtroppo! Ma la tecnologia ci viene in aiuto, e le foto realizzate a Jambiani da Anna Maria e Cristiano sono più che esplicative!

Più che i dettagli tecnici delle modifiche (tante!) apportate da Suha con l’aiuto di Shipo e altri ci interessa qui farvi vedere cosa ne è della shamba, dell’orto di Suha: una distesa verde di piante e piantine!

La vista di queste foto ci ha riempito il cuore di autentica emozione, vedere con i propri occhi che quel che hai costruito poi…cresce e fiorisce è stata una delle più grandi soddisfazioni vissute!

Le immagini si commentano da sole!

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This summer only a small part of the whole group could get to Jambiani to take a look on the first VentolONE: the member who writes here wasn’t one of these, unfortunately, but when he firstly saw the photos, well, it was a big satisfaction! It was so nice to see how deeply things changes, and how much green anyone can see, with plants and trees, where there was only dust and sand just one year ago! The following pictures don’t need so many comments!

VentolONE in Jambiani, form the bush, august 2012

VentolONE in Jambiani, nearby, august 2012

VentolONE in Jambiani, some visible changes

VentolONE in Jambiani: Suha painted the lattice!

the pipe and the tanks

Fedele opens the faucet

this water means, simply, that VentolONE works!

plants and vegetables!

bananas!

african nursery plants!

a watering can is waiting!

Only a doubt: what does it mean this writing?
our kiswahili knowledge is too poor!
Who can access the water?

Primi giri della turbina!

Finalmente gira, e gira bene! Puttanis (così l’abbiamo battezzata in onore a Tarcisio 😉 ) gira!

E tutta la gente che osserva stupìta, incuriosita, parlottando a voce bassa ci diverte, inorgoglisce, rasserena: non abbiamo potuto fare tanta opera di trasferimento di know-how, quest’anno e finora, vuoi per il limite di tempo, vuoi per la difficoltà con l’inglese dei locali. Tuttavia la turbina che gira…spiega già molto del nostro intento! E pregustiamo i sorrisi quando (si spera!) si accenderà la lampadina!

Bene! Il primo traguardo è raggiunto!
Ora, domani, collegheremo la trasmissione e il generatore e…incrociamo le dita!

[Post a posteriori:
questo articolo è stato scritto a posteriori per esigenze di connessione
ma datato in sequenza per una maggior semplicità di lettura
per chi fosse arrivato fin qui]

Insomma, siamo partiti! – So this is Doha!

…e siamo a Doha, Qatar, in attesa di ripartire alla volta di Dar Es Salaam!

Sono stati giorni intensissimi, rispetto allo scorso anno qualche forza in meno e qualche impegno in più, unitamente a un progetto più articolato, han fatto sì che l’aggiornamento del blog difettasse un po’…rimedieremo!

Per intanto ci godiamo l’invito a incontrarci con la coordinatrice dell’Ufficio Antenna UTL della Cooperazione Italiana a Dar es Salaam: insomma il verbo del VentolONE si diffonde!

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And finally we leaved toward Dar Es Salaam for our SavanaWIND project. 4 people plus 2 other guys, by now, and other coming soon. Soon we will analyse the whole project, explain all the particular, since we think it is really interesting for DIY followers!

Re.Co.Sol. 2012, covegno annuale

Oggi (sabato 9 giugno), siamo qui:

al convegno annuale della Rete dei Comuni Solidali, dove presenteremo il nostro progetto SavanaWIND e le nostre prospettive, e confrontarci con le altre realtà.

Alla luce delle ragioni dell’esistenza di Re.Co.Sol. (di cui vi consigliamo la lettura) pensiamo sia una ottima occasione di confronto, dialogo, e un’ottima vetrina internazionale per presentarci!

Citiamo dalle “ragioni”:

“…La grande Cooperazione Internazionale non sempre è stata in grado di dare risposte immediate.Sostanzialmente in questi anni sono stati mostrati molteplici fallimenti o difficoltà di espansione della cooperazione rendendo inefficaci e poco incisive tonnellate di belle parole, in particolare i principali motivi sono:
· il centralismo; cioè il fatto che tutte le decisioni importanti che riguardano un gran numero di persone che vivono in aree lontane e diverse tra di loro vengono prese in pochissime sedi centrali.
· il verticismo; cioè la trasmissione rigida dal vertice alla base delle decisioni che riguardano operatori e utenti senza tener conto di eventuali suggerimenti.
· il decisionismo; le decisioni vengono il più delle volte prese di autorità senza tener in minimo conto le parti interessate, innescando a volte forti conflitti.
· il settorialismo; ogni aspetto della vita viene trattato separatamente in modo frammentario semplificato e non comunicante.
· l’assistenzialismo; si danno prestazioni o sussidi in modo da alimentare la dipendenza e la passività a costi spesso non sostenibili lasciando poi l’utente senza aiuti.
· l’imponenza; si predispongono piani elefantiaci con proposito grandiosi e obiettivamente difficili da raggiungere che poi vengono abbandonati lasciando vere e proprie cattedrali nel deserto che non sono di nessuna utilità. Ogni organismo ha un ufficio incaricato della stesura di un nuovo progetto, ma quanti hanno al loro interno un esponente proveniente se non dal paese destinatario dell’intervento almeno dal continente? Quanti organismi possono registrare nel proprio consiglio direttivo una persona straniera?

Nasce dunque l’esigenza di adeguare le forme di cooperazione alla crescente domanda di partecipazione degli attori locali che richiedono alla cooperazione alcune cose fondamentali:

1. COSA progetti chiari con indicazione di interventi piccoli ma precisi che diano un senso compiuto (ad esempio realizzazione di un pozzo, di una casa, l’acquisto di 100 zappe ecc)

2. COME modalità di realizzazione snelle senza troppi passaggi di mano e la certezza che la mia offerta giunga a destinazione senza realizzare cattedrali nel deserto e il più delle volte anche senza dover compilare tonnellate di relazioni

3. DOVE
la certezza che il luogo di intervento sia un posto conosciuto che magari mi permetta di conoscere il bambino che vado ad aiutare o la famiglia che ricevi la mia zappa (principio che ha permesso un notevole impulso alle adozioni a distanza

4. IN CHE MODO fondamentale è sapere quali sono le modalità di intervento se diretto o se tramite ONG o ancora tramite quale altro organismo

5. TRASPARENZA fondamentale è il grado di trasparenza che l’iniziativa deve avere io singolo cittadino devo essere in grado di sapere che fine fanno i miei soldi dove vanno e cosa si fa con essi, ormai la gente sa che alcune strutture “mangiano” oltre l’80% dei soldi per mantenere la struttura e quindi all’utilizzatore finale resta ben poco del mio aiuto. Rimane da chiedersi chi possa dare al cittadino le risposte alle sue giuste aspettative, per noi la risposta è molto chiara “IL SUO COMUNE”. …”

Ci faremo valere!

Nuovi dati da Ukomola – New data from Tanzania

Tarcisio ci ha spedito nuovi dati anemometrici, qualche giorno di tempo per l’elaborazione e la riflessione e…giudicate voi!

I dati di marzo – aprile:

Ukomola, 15t of March to 15 of April

e quelli di aprile – maggio:

Ukomola, 15t of April to 16 of May

Insomma, per farla breve: si è passati da una velocità media di 1,69 m/s (poco, poco vento) a 2,9 m/s (non eccelso), con una distribuzione continua lungo tutta la giornata in una maniera che ha dell’incredibile: insomma, c’è sempre vento, notte e giorno!

Ora, è molto probabile che incidano anche la vegetazione e la posizione in cui è installato l’anemometro, cosa che verificheremo quando giungeremo là.

Per certo si può dire, ora, che il vento è sufficiente già così al compito che ci è stato proposto: 3,3 kWh al giorno elettrici estraibili consentono di alimentare i bisogni della scuola, almeno per ora. In loco poi potremo migliorare e vedere se una opportuna localizzazione delle turbine possa aumentare l’energia recuperabile, per intanto ci godiamo il netto miglioramento e, particolare non da poco, il buon funzionamento del nostro sistema anemometrico!

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New wind data from Ukomola! These are far away better than previous ones, so that it is clear we will be able to power the school with 2 VentolONE turbines, as we aim to do!

As you can see in the above images, average speed raised to 2,9 m/s from 1,69 m/s, and, expecially, there is wind all day, every our of the day!

Probably better data could be found with a better location for the anemometer: we will verify this when we will be there. By now we are sure to that 3,3 kWh a day are available for the school!

And the anemometer is working fine…this is a great satisfaction for us, too!

Ri-partiamo! – Wake up!

E insomma, eccoci, finalmente! con le date ufficiali del nostro nuovo progetto che si svilupperà questa estate presso la missione di don Tarcisio Moreschi, a Ukomola, come già vi diciamo da un po’.

Dunque: 11 luglio si parte, 11 agosto si torna!

Obiettivo: installare 2 turbine eoliche per alimentare di energia elettrica la costruenda scuola di Ukomola.

SavanaWIND project

Parteciperanno all’iniziativa anche due stagisti della scuola secondaria IPSIA “Castigliano” di Asti: venerdì avverrà la selezione attraverso un colloquio individuale, di natura motivazionale e tecnica.

Tutti i dettagli del progetto nel progetto stesso, molto più dettagliato di quello dello scorso anno: vi invitiamo a leggerlo e a diffonderlo!

E non ultimo: abbiamo bisogno di reperire risorse economiche per svilupparlo! Crediamo fermamente nel progetto, sosteneteci!

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So finally we are going to get back to Tanzania! We will be in Ukomola, South – West of Tanzania, in the wild savana!

From 11 July to 11 August we will build (or “make”, better!) two windmill tower with VentolONE turbines for the growing secondary school.

Two italian students will be with us, helping and working, in a beatiful way to know Africa and african people. So stay tuned, follow us, and if you like…help us, we need a lot of money!

Primi dati anemometrici da Ukomola – First wind data from Ukomola

Sono arrivate via mail le rilevazioni anemometriche “reali!”! Tarcisio ce le ha fornite con l’aiuto di Maurizio Buffoli che ringraziamo sentitamente, anche per le foto che seguono relative al sito dell’installazione estiva. Poi ci abbiamo lavorato un po’, e di seguito vi riportiamo i primi risultati parziali.

Tarcisio raising the anemometer

Da questi primi dati per la verità non emerge nulla che già non sapessimo, cioè che marzo-aprile è il periodo con minor intensità eolica nella zona, considerazioni che avevamo già in precedenza estrapolato da vari siti dai quali è possibile risalire a valori medi giornalieri.

makambako: wind speed in first week of April

Al solito, la media giornaliera non è granchè dal punto di vista di una corretta valutazione della producibilità eolica, dal momento che la potenza estraibile dal vento cresce con il cubo della velocità del vento stesso, quindi, con un esempio banale:

sito A: 2+2+2+2=8, media=2, producibilità= 2^3 + 2^3 + 2^3 + 2^3 = 32

sito B: 0+4+4+0=8, media=2, producibilità= 0^3 + 4^3 + 4^3 + 0^3 = 128

sito C: 0+0+8+0=8, media=2, producibilità= 0^3 + 0^3 + 8^3 + 0^3 = 512

emerge come sia più utile avere poche ore di vento sostenuto piuttosto che un vento debole costante, a parità di velocità media.

Volendo fare comunque riferimento alla velocità media di un sito è necessario introdurre il coeeficiente di irregolarità o fluttuazione kf, estrapolabile e calcolabile dai dati reali, ottenendo

calcolando kf come rapporto tra la velocità media cubica (radice cubica della media dei cubi) e la velocità media.

Insomma, dai dati emerge un valore di kf pari a 1,42 circa, che significa, in buona sostanza, che il vento è molto irregolare e che rispetto al calcolo con la velocità media la potenza reale è superiore del 280% (1,42^3).

La velocità media è tuttavia, come detto, molto bassa, come atteso: 1,55 m/s, cioè più o meno 5,6 km/h.

Ad oggi, dai calcoli di Andrea, sarebbero comunque estraibili circa 10 kWh/giorno con le turbine che andremo ad installare (beninteso, al lordo dei rendimenti elettrici!), che non è poco per un mese poco ventoso!

In sostanza: se il coefficiente di irregolarità che dipende solo dal sito si manterrà su questi livelli anche nelle prossime acquisizioni, sapendo che la velocità media cresce negli altri mesi dell’anno, troveremo ulteriore conferma della bontà del progetto che stiamo mettendo in atto!

Seguono alcune fotografie che il buon Maurizio ci ha girato: diciamo la verità, da queste non riusciamo bene a capire se, al di là della vegetazione che si vede nelle immediate vicinanze, il terreno sia mediamente sgombro o invece immerso nella boscaglia.

the site, 1

the site, 2

Ci aspettavamo invece qualcosa di simile alle foto rinvenute su un sito che racconta di don Tarcisio, delle quali riportiamo un campione (le foto sono coperte da copyright, speriamo di non far nulla di male riportandola qui, riconoscendone l’attribuzione a Marilisa Alberoni):

not so far from Ukomola

Vedremo se riusciremo ad ottenere nuove fotografie, o qualche indicazione in più da don Tarcisio!

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Finally first wind data from Ukomola are available! We analized and found what we expected to find: March is not the best period to extract power from wind!

As you can find in the spreadsheet, mean speed is under 2 m/s. But, extremely important, fluctuation coefficient (also know as irregularity coefficient) is above 1,4, so this site is probably good enough as we expected.

Some photos give us a quick look to the site where wind towers will be built: ok, it seems so many trees are all around, but, maybe, it is due to the point of view only! We hope so, more investigations will come!

average wind speed in Ukomola, March 2012

Anemometro, Arduino e 100 possibilità – Arduino, anemometer and possibilities

Abbiamo spedito a don Tarcisio una piccola stazione anemometrica del tutto analoga a quella che stiamo utilizzando per le nostre rilevazioni. Da quando abbiamo cominciato (4 anni fa!) parecchie cose sono cambiate nell’ambito dell’elettronica digitale e dei microcontrollori, in particolare abbiamo visto crescere a dismisura l’utilizzo di schede tipo Arduino, alla quale in special modo ci siamo appassionati data la natura open del progetto stesso.

Ora, nel momento di scegliere quale componentistica utilizzare per l’anemometro da spedire in Tanzania, nell’ottica di realizzare uno strumento solido e facile da utilizzare che non preveda particolari abilità tecniche e viva di vita propria abbiamo analizzato alcune possibili soluzioni e abbiamo pensato di condividerle.

A onor del vero la soluzione che abbiamo fin qui utilizzato presenta un (grave) vizio di fondo che farà inorridire gli elettronici più smaliziati: un po’ per la fretta (si partiva a giorni), un po’ per ignoranza, un po’ perchè di fatto utilizziamo quasi sempre l’alimentazione da rete elettrica, non abbiamo inserito un regolatore di tensione tra pannello solare e batteria.

anemometer data logging: the wrong way

Lo schema necessario è invece quanto segue:

anemometer data logging: the right way

Come si vede la differenza risiede sostanzialmente nella presenza di un regolatore di tensione che rileva l’avvenuta ricarica della batteria e disattiva il collegamento con il pannello, preservando la batteria stessa dal sovraccarico.

Si è trattato pertanto di scegliere la soluzione più semplice ed economica per rilevare i dati di vento a Ukomola dove andremo a installare 2 turbine eoliche.

Nel seguito quindi le nostre elucubrazioni e considerazioni. Nella anemometer – comparison chart potete trovate la tabella comparativa con tutti i link ai rivenditori, in modo che possiate andare direttamente ai negozi online.

Da notare che i prezzi di spedizione son in alcuni casi solamente stimati, e che i prezzi riportati fanno riferimento al 20 febbraio 2012.

Abbiamo analizzato i seguenti casi:

  • Soluzione 1: ri-adattamento del logger attualmente in uso, con aggiunta di un regolatore di carica
  • Soluzione 2: cooking hacks (libelium), con pannello acquistato a parte
  • Soluzione 3: cooking hacks con pannello incluso
  • Soluzione 4: seeedstudio, con shield apposito per Arduino
  • Soluzione 5: Kit Starter Plus 5W

(continua…)

Summer of 2012

UPDATE available!

Il VentolONE si diffonde!

Ora è ufficiale! Durante l’estate prossima, presumibilmente tra luglio ed agosto, ci occuperemo di installare 2 turbine eoliche presso Ukomola, nelle vicinanze della già citata Ilembula, su richiesta di don Tarcisio Moreschi, missionario laggiù. Lo scopo è la produzione di elettricità per la costruenda scuola e per l’estrazione di acuqa da un pozzo in fase di trivellazione (profondità prevista: 100m).

Ukomola

La zona promette bene a livello anemologico (basta un confronto con Jambiani e Zanzibar per comprenderlo!), ma a giorni faremo pervenire a Tarcisio stesso un kit anemometrico per rilevare i dati e ottenere le conferme e i numeri effettivi necessari.

E, ovviamente, anche quest’anno avremo un paio di stagisti delle scuole secondarie, di Asti, come detto in precedenza!

wind in zanzibar

VentolONE goes on!

Now it is real! Next summer we will be in Tanzania again, to build and install two turbines in Ukomola, near Ilembula. Thank to father Tarcisio Moreschi, we will realize a new capitol of our project, this time the goal is to produce electricity for the raising school and for water pumping.

The site seems to be good from a wind point of view (comparing with Jambiani and Zanzibar), but we will send an anemometer as soon as possible to Tarcisio to have more data.

Grandi novità in arrivo! – Great news are coming!

Mercoledì incontro fondamentale con la dirigenza scolastica dell’ IPSIA “Castigliano” di Asti per una collaborazione con annesso stage di 1-2 allievi per questa estate in un nuovo progetto del VentolONE team per l’estate 2012 prossima ventura, destinazione probabile: Ilembula, Tanzania!

Ancora qualche piccolo dettaglio da chiarire e poi spiegheremo a tutti i lettori il progetto, le finalità e il nuovo VentolONE che andremo a montare, con le migliorie tecniche previste e lo scopo prefissato: generare corrente elettrica. Per ora, scaramanticamente, nulla di più!

Ah, ovviamente a Ilembula c’è vento, parecchio!

Ilembula wind map

Ilembula wind map: details

Great news are coming soon! In collaboration with “Castigliano” technical high school we met last wednesday we are going to realize a new wind project in Tanzania, destination Ilembula. Just wait some days we need to define some details, then we will explain everything, such as VentolONE 4.0, technical improvements and the way we are thinking for electricity generation.

Stay tuned!