Sara’ un semaforo?

…fermi sotto il sole dell’altipiano di Iringa, uno dei “pupi imberbi” che ci portiamo dietro si chiede: “siamo fermi, sara’ un semaforo“…

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waiting on the road towards Makambako

…il sole, l’aria piu’ fina, il pranzo a base di ‘samosa’, o le super hits che ci stanno passando in tv sul bus, insomma, qualcosa sta dando alla testa!

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Tanzanian Super Music Hits!

Qualcuno intanto pensa intensamente…

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In viaggio, verso Ilembula

Partiti, finalmente, alla volta della nostra destinazione. La giornata di ieri si e, trascinata stancamente tra intoppi assortiti che hanno un po’ minato la spensieratezza del gruppo: Tarcisio si era un po’ dimenticato di prenotarci una stanza al Kusimiri (…), all’aeroporto la faccenda visti di ingresso ha richiesto 2 orette abbondanti di coda con schema di evasione delle richieste che piu’ che al classico FIFO (First In, First Out: il primo che arriva passa) somigliava piuttosto a un accaldato AM (Ad Minchiam, servono spiegazioni?), di piu’ il taxista contattato da Tarcisio per portarci alla fermata dei bus stamattina ci ha detto di trovarci in cortile alle 3, cioe’ 3 ore prima della partenza,
quando bastano 10 min dal Kusimiri ai bus…infatti poi e’ arrivato alle 4.40, noi in cortile contavamo i moscerini da un’ora e mezza…
Insomma, un po’ di stress.
Poi, finalmente, siamo partiti, e in viaggio …passa tutto! Speriamo!

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landscape around Morogoro

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the butcher' shop!

Insomma, siamo partiti! – So this is Doha!

…e siamo a Doha, Qatar, in attesa di ripartire alla volta di Dar Es Salaam!

Sono stati giorni intensissimi, rispetto allo scorso anno qualche forza in meno e qualche impegno in più, unitamente a un progetto più articolato, han fatto sì che l’aggiornamento del blog difettasse un po’…rimedieremo!

Per intanto ci godiamo l’invito a incontrarci con la coordinatrice dell’Ufficio Antenna UTL della Cooperazione Italiana a Dar es Salaam: insomma il verbo del VentolONE si diffonde!

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And finally we leaved toward Dar Es Salaam for our SavanaWIND project. 4 people plus 2 other guys, by now, and other coming soon. Soon we will analyse the whole project, explain all the particular, since we think it is really interesting for DIY followers!

Cena di autofinanziamento

Assenti da questo blog ormai da almeno una settimana per i 1000 impegni di tutti noi, e forse anche per effetto della Crisi che ci ha spinti a una maggior ansia e schizofrenia negli impegni stessi, un po’ in sordina riproporremo stasera 6 luglio la cena di autofinanziamento, alle ore 20 a Carmagnola (TO) in via Quintino Sella 52 (contributo: 20€).

Per prenotarsi:

  • mail: presidente@solarecollettivo.it
  • tel.: +39.335.5825413 (Fedele)

Fate in fretta, non ci son più molti posti!

Durante la cena vi racconteremo tutto del progetto Zanzivento, proiettando anche le immagini e i video del lavoro svolto a Zanzibar l’estate scorsa, e poi…SavanaWIND!

Vi spiegheremo nei dettagli il nuovo progetto, e vi racconteremo anche un po’ chi è don Tarcisio Moreschi, che abbiamo incontrato di persona in quel di Malonno martedì scorso…che personaggio!

Re.Co.Sol. 2012, covegno annuale

Oggi (sabato 9 giugno), siamo qui:

al convegno annuale della Rete dei Comuni Solidali, dove presenteremo il nostro progetto SavanaWIND e le nostre prospettive, e confrontarci con le altre realtà.

Alla luce delle ragioni dell’esistenza di Re.Co.Sol. (di cui vi consigliamo la lettura) pensiamo sia una ottima occasione di confronto, dialogo, e un’ottima vetrina internazionale per presentarci!

Citiamo dalle “ragioni”:

“…La grande Cooperazione Internazionale non sempre è stata in grado di dare risposte immediate.Sostanzialmente in questi anni sono stati mostrati molteplici fallimenti o difficoltà di espansione della cooperazione rendendo inefficaci e poco incisive tonnellate di belle parole, in particolare i principali motivi sono:
· il centralismo; cioè il fatto che tutte le decisioni importanti che riguardano un gran numero di persone che vivono in aree lontane e diverse tra di loro vengono prese in pochissime sedi centrali.
· il verticismo; cioè la trasmissione rigida dal vertice alla base delle decisioni che riguardano operatori e utenti senza tener conto di eventuali suggerimenti.
· il decisionismo; le decisioni vengono il più delle volte prese di autorità senza tener in minimo conto le parti interessate, innescando a volte forti conflitti.
· il settorialismo; ogni aspetto della vita viene trattato separatamente in modo frammentario semplificato e non comunicante.
· l’assistenzialismo; si danno prestazioni o sussidi in modo da alimentare la dipendenza e la passività a costi spesso non sostenibili lasciando poi l’utente senza aiuti.
· l’imponenza; si predispongono piani elefantiaci con proposito grandiosi e obiettivamente difficili da raggiungere che poi vengono abbandonati lasciando vere e proprie cattedrali nel deserto che non sono di nessuna utilità. Ogni organismo ha un ufficio incaricato della stesura di un nuovo progetto, ma quanti hanno al loro interno un esponente proveniente se non dal paese destinatario dell’intervento almeno dal continente? Quanti organismi possono registrare nel proprio consiglio direttivo una persona straniera?

Nasce dunque l’esigenza di adeguare le forme di cooperazione alla crescente domanda di partecipazione degli attori locali che richiedono alla cooperazione alcune cose fondamentali:

1. COSA progetti chiari con indicazione di interventi piccoli ma precisi che diano un senso compiuto (ad esempio realizzazione di un pozzo, di una casa, l’acquisto di 100 zappe ecc)

2. COME modalità di realizzazione snelle senza troppi passaggi di mano e la certezza che la mia offerta giunga a destinazione senza realizzare cattedrali nel deserto e il più delle volte anche senza dover compilare tonnellate di relazioni

3. DOVE
la certezza che il luogo di intervento sia un posto conosciuto che magari mi permetta di conoscere il bambino che vado ad aiutare o la famiglia che ricevi la mia zappa (principio che ha permesso un notevole impulso alle adozioni a distanza

4. IN CHE MODO fondamentale è sapere quali sono le modalità di intervento se diretto o se tramite ONG o ancora tramite quale altro organismo

5. TRASPARENZA fondamentale è il grado di trasparenza che l’iniziativa deve avere io singolo cittadino devo essere in grado di sapere che fine fanno i miei soldi dove vanno e cosa si fa con essi, ormai la gente sa che alcune strutture “mangiano” oltre l’80% dei soldi per mantenere la struttura e quindi all’utilizzatore finale resta ben poco del mio aiuto. Rimane da chiedersi chi possa dare al cittadino le risposte alle sue giuste aspettative, per noi la risposta è molto chiara “IL SUO COMUNE”. …”

Ci faremo valere!

I nomi degli stagisti di SavanaWIND! (2)

Eccoci con il secondo stagista che ci accompagnerà nelle peripezie estive in Tanzania: Adam Sosa, ecuadoregno trapiantato in quel di Asti.

Si presenta così:

“Chi sono ?

 Ho 18 anni, studio presso l’I.p.s.i.a Castigliano –quarto anno- provengo dal sud America più precisamente dall’Ecuador.
E il mio nome è Adam .
Quest’anno è stato importante per me,non so per voi?
Ho visto tante cose,ho appreso di non essere più un ragazzino, di non poter più giocare tutto il giorno e non preoccuparmi di niente .
Non so, ma in un certo senso mi sento più adulto o per meglio dire più grande.
Ci sono stati alti e bassi e certi momenti era meglio non averli vissuti.
Ma una cosa è certa,che la vita va avanti e non posso restare a fissare il vuoto.
Di una cosa sono contento,e forse è l’unica.
Quella che mi è stato offerta dalla mia scuola,dal mio insegnante e dai suoi colleghi.
Una possibilità che sembrava impossibile,ma pur apparendo così ce l’ho fatta .
Per alcuni l’occasione risulterà banale ,ma non è così per me.
Capita poche volte di essere stati scelti -a me quasi mai- ma questa volta è capitata.
Voglio cogliere le occasioni e non rimpiangere nulla, sforzandomi e dando il massimo delle mie capacità.
Insomma voglio farmi valere,e se son qui forse e perché sto incominciando a farlo,o forse perché hanno sbagliato a scegliere .
Sono curioso di quello che mi aspetterà, di certo non sarà facile ma me la giocherò.
Da grande il mio futuro non so quale sia,ma di certo non vorrei essere un’accattone.
So chi sono,ma non so cosa diventerò .”

Adam Sosa in posa plastica!

I nomi degli stagisti di SavanaWIND!

Ecco a voi finalmente i nomi! I nomi dei due stagisti che ci seguiranno durante l’estate 2012 nel progetto SavanaWIND, collaborando e faticando e godendo con noi dei volti, dei sorrisi, delle risate e dei panorami indimenticabili che, senza tema di smentita, ci si prospettano davanti.

I personaggi in questione sono Adam Sosa e Cristiano Gilardetti.

Abbiamo loro chiesto di presentarsi, così che anche i lettori possano conoscerli. Dalle mail che ci hanno inviato restiamo stupiti, piacevolmente stupiti della carica interiore che forse la Crisi, forse un mondo tenebroso e difficile impediscono di manifestarsi diversamente. Ci godiamo allora la scelta operata che, ripetiamo, non è stata per nulla facile, molto meno delle attese. E, da insegnanti quali alcuni di noi sono, ribadiamo che i giovincelli odierni vanno “testati” più che capiti, nel senso inglese del termine “test”: messi alla prova, messi nel difficile, senza cattiveria ma con determinazione. Di solito regalano speranza e soddisfazioni inattese!

Ecco a voi il primo: Cristiano Gilardetti.

Walter (quello ricciolo) e Cristiano (quello giovane)

“Salve prof, ho messo giù una piccola descrizione, con le prime cose che avevo in mente. Avevo più da parlare dell’africa che di me.

Ogni esperienza fa e farà parte della formazione personale. Questa opportunità, oltre che formativa, sarà per me anche una specie di messa alla prova, per lasciar spazio alla mia personalità, e per insegnarmi a convivere in nuovi ambienti, con nuove persone. Sicuramente ci saranno effetti positivi o negativi.

Mi chiamo Cristiano, e fortunatamente sono stato scelto per uno stage scolastico in africa. Non ero convintissimo, di partecipare, ma alla fine ho deciso. La partenza è un giusto un mese e un giorno dopo il mio 18esimo compleanno, giusto in tempo per un pò di libertà, e ammetto che un pò di timore c’è l’ho, ma l’entusiasmo e la voglia d’avventura sopravvalgono. Non so se lascerò soddisfatto il mio professore (Mirko Marengo, n.d.r.), che ci ha guidati quest’anno nella classe 4a, e i partecipanti, perchè oltre a piccoli lavoretti, non ho mai avuto esperienze nel campo lavorativo, a differenza del mio collega. Sopratutto perchè, l’oggetto in questione, è un progetto particolare da costruire in un periodo preciso; spero quindi di non rallentare il gruppo e di non deludere chi mi ha scelto. Su di me non c’è molto da conoscere, un adolescente come molti altri, con qualche rimpianto però. Fin da piccolo giocavo a calcio, nella squadra del mio paese, vicino ad Asti. Avrei potuto imparare a suonare con qualche strumento, ma all’epoca non ero interessato, scoprendo poi invece belle sensazioni. Ultimamente ho scoperto una voglia di apprendere e applicare, dalle tante materie che ci circondano, a tutto cio che mi interessa. Pensavo però di orientarmi in un periodo di carriera militare, perchè diventerebbe lungo se continuassi negli studi, incominciando a lavorare troppo tardi. Spererei così in qualcosa di promettente, anche se mi terrà lontano da casa. Dunque si aspetta la partenza, e sopratutto un’esperienza particolare. Sicuramente lascerà il segno. Al ritorno saprò cosa dire.”

A Terrafutura, Firenze

Una parte della truppa è impegnata in questi giorni a Terrafutura, nello stand di Retenergie, cooperativa energetica nata all’interno di Soalrecollettivo ancora una volta per iniziativa, tra gli altri, del tenace Marco.

Consigliamo a chi passa dallo stand 278, padiglione canaviglia, di andare a farci quattro chiacchiere:  infatti “…L’idea alla base della Cooperativa consiste nel produrre energia rinnovabile da impianti di produzione a basso impatto ambientale attraverso la forma dell’azionariato popolare (come allargamento dell’esperienza “Adotta un kw” promossa da Solare Collettivo)…”

Walter e Marco a Terrafutura

Insomma, una cooperativa che si occupa di produrre energia con criteri che esulano dal solo mercato: una bella sfida!

Ah, Terrafutura è a Firenze, alla Fortezza da Basso!

Nuovi dati da Ukomola – New data from Tanzania

Tarcisio ci ha spedito nuovi dati anemometrici, qualche giorno di tempo per l’elaborazione e la riflessione e…giudicate voi!

I dati di marzo – aprile:

Ukomola, 15t of March to 15 of April

e quelli di aprile – maggio:

Ukomola, 15t of April to 16 of May

Insomma, per farla breve: si è passati da una velocità media di 1,69 m/s (poco, poco vento) a 2,9 m/s (non eccelso), con una distribuzione continua lungo tutta la giornata in una maniera che ha dell’incredibile: insomma, c’è sempre vento, notte e giorno!

Ora, è molto probabile che incidano anche la vegetazione e la posizione in cui è installato l’anemometro, cosa che verificheremo quando giungeremo là.

Per certo si può dire, ora, che il vento è sufficiente già così al compito che ci è stato proposto: 3,3 kWh al giorno elettrici estraibili consentono di alimentare i bisogni della scuola, almeno per ora. In loco poi potremo migliorare e vedere se una opportuna localizzazione delle turbine possa aumentare l’energia recuperabile, per intanto ci godiamo il netto miglioramento e, particolare non da poco, il buon funzionamento del nostro sistema anemometrico!

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New wind data from Ukomola! These are far away better than previous ones, so that it is clear we will be able to power the school with 2 VentolONE turbines, as we aim to do!

As you can see in the above images, average speed raised to 2,9 m/s from 1,69 m/s, and, expecially, there is wind all day, every our of the day!

Probably better data could be found with a better location for the anemometer: we will verify this when we will be there. By now we are sure to that 3,3 kWh a day are available for the school!

And the anemometer is working fine…this is a great satisfaction for us, too!

Fiera DireFareEcoSolidale: gran successo!

La nostra onlus Solarecollettivo ha partecipato nel weekend alla fiera DireFareEcoSolidale con un proprio stand insieme a Retenergie, per descrivere e raccontare le attività e le iniziative.

Ci scrive Giuseppe, presente nello stand, di un “…grandissimo successo per il ventolino! Sicuramente sono state centinaia le persone che si sono fermate almeno un istante incuriosite dallo strano accrocchio;-) Qualche decina sono stati quelli che si sono fermati a fare domande cui, con Alberto e Francesco, abbiamo cercato di dare delle risposte. Un paio poi mi hanno chiesto se l’attrezzo e’ in vendita; “Ci stiamo pensando…

Ora, ci riempie di orgoglio questo successo, e confermiamo la volontà di proporre in vendita il VentolINO in forma di kit da montare nel prossimo futuro, dopo l’estate: per i prossimi 3-4 mesi saremo piuttosto impegnati con il progetto SavanaWIND, poi…poi vedremo se dall’Africa possiamo passare al nostro Paese, in un percorso inverso di sviluppo originale e forse non casuale.

Ci accorgiamo sempre di più infatti sia del crescente interesse per le fonti rinnovabili e per stili di vita che non rinnegano lo sviluppo e il progresso conseguiti fin qui ma che riportano al centro dell’attenzione l’uomo e non i suoi appetiti, sia del mare di inconsapevole ignoranza in cui versa mediamente la nostra gente: nessuno nasce imparato, ovviamente, ma è tuttavia un po’ amaro vedere come ancora sia diffusa la confusione chessò, tra kW e kWh, o l’idea che il fotovoltaico possa funzionare anche di notte, o che da una turbina grande quanto il VentolINO (50cm X 50cm) si possa estrarre anche 1 kW di potenza…

Nessun piagnisteo: c’è da rimboccarsi le maniche e perseverare, testardamente, e spiegare e insegnare e descrivere, chè diversamente le rinnovabili finiranno nelle mani dei soliti appetiti, pronti a salire e scendere dai carri dei vincitori e dei perdenti in funzione del solo ed esclusivo profitto, dimenticando che il profitto è per l’uomo, e non il contrario.

Per cui, alla prossima fiera cui parteciperemo, faremo in modo di svolgere almeno un workshop sull’eolico e sulle sue potenzialità! promesso!

Curiosi e gente comune chiedono informazioni circa il VentolINO