E finalmente… – Finally…

…la notizia tanto attesa!

Il sistema VentolONE + rope pump funziona e produce ed estrae acqua!

Mr. Suha ci ha avvisati tramite sms, dicendoci che funziona tutto egregiamente da domenica scorsa!
UPDATE: il testo dell’sms:
“Hi Mario do not be worried things are going well. The person from SHIPO was here but he has left. He discovered the problem and we bought some stuff from Dar Es Salaam. On the last Sunday we got water but today we are going to make more adjustment for more availability of water. I will tell you the changes”

Ora…ora siamo stra-contenti, e in attesa di vedere un video o una foto del sistema funzionante, gongoliamo e pensiamo…al BIS!
E se qualcuno dei lettori è interessato, e sa di una località che potrebbe essere adatta…noi siamo qui!

Per ora un grazie grandissimo a tutti coloro i quali a vario titolo e in varia maniera (PiccoliPassi, il sig. Asselle, tanti piccoli sostenitori, il preside Iezza, la famiglia di Patrick) hanno permesso di avviare il progetto!

…big news have come!

VentolONE plus rope pump works and water comes as we expected!

Mr Suha told us the great news, so now we are…super-happy, waiting for a video or a picture of the working system, and thinking…of the NEXT ONE!!! So, if you know a place or a situation which could be interesting in terms of wind conditions don’t exitate to contact us!

UPDATE: the sms
“Hi Mario do not be worried things are going well. The person from SHIPO was here but he has left. He discovered the problem and we bought some stuff from Dar Es Salaam. On the last Sunday we got water but today we are going to make more adjustment for more availability of water. I will tell you the changes”

By now many thanks to all donors and all the people worked with us during these days!

A che punto siamo – So what?

A che punto siamo, quindi con la rope pump? La questione ha assunto tempi un po’ africani, ma in realtà siamo sempre più fiduciosi in una (rapida?) soluzione definitiva. Vi spieghiamo meglio il problema: come già detto nel post precedente la fune con i pistoni è molto difficile da tirare, segno evidente che qualcosa le impedisce un moto libero come in realtà dovrebbe essere e come avevamo verificato prima che la “guide box” fosse posizionata sul fondo del pozzo:

Ora se scorreva così facilmente prima, cosa è successo poi? Abbiamo qualche ipotesi in testa, ma servono a poco a 10000 km di distanza! Perciò attraverso Giorgio Colombo che ringraziamo qui pubblicamente siamo ora in contatto con SHIPO, la ong tanzaniana che installa rope pump e presso la quale mr. Suha aveva seguito un corso: chi meglio di loro può risolvere il problema? Il motivo della nostra tranquillità? Il fatto che Giorgio ci abbia riferito che utilizza normalmente una rope pump analoga a quella a Jambiani, in un pozzo di 25m: se funziona da lui… E siccome il VentolONE è ancora egregiamente in piedi, tutto lascia ben sperare. Insomma, attendiamo ancora un po’! A chi volesse approfondire come si realizza una rope pump suggeriamo alcuni dei tanti manuali di riferimento che si trovano online, qui e soprattutto qui!

la “guide box”, prima dell’immersione

la “guide box” vista da vicino: in primo piano la bottiglia che funge da cuscinetto

Suha e Wuha costruiscono la “guide box”

—–

So what’s going on with VentolONE and rope pump in Jambiani?

well, the problems still remain, probably due to the guide box. As you can see in the above video and photos everything seems to be good, the rope moves the rights way around the bottle used as a bearing, so the problem should be into the well. We contacted SHIPO and so did Suha yesterday, so we are quite sure we will see water soon! SHIPO is the NGO where mr. Suha attended a course about rope pump, so who better than SHIPO could solve the problem?!

For those who wants to know more about rope pump a lot of material is available on the web, expecially here and here!

SMS da Mr. Suha…

…ma non ancora quello che avremmo desiderato leggere:

“Hi Mario, I am in Stone Town this morning. I am looking for more stuff for the rope pump. Right now we have not yet reached the solution”

Che dire: un po’ di tristezza, un po’ di consapevolezza che completare l’opera via etere non è uno scherzo, un po’ di convinzione che la tenacia che ci stanno mettendo porterà al successo. E tra qualche mese questi intoppi sembreranno solo…piccoli intoppi!

nella fotografia (del 20 agosto 2011):
visione d’insieme dell’impianto eolico con i serbatoi installati
(mancava ancora il tubo della rope pump, beninteso!)

Rientrati!

Siamo rientrati, tutti, alla fine! con il ritorno di Elena e Mario la prima parte del progetto Zanzivento può dirsi conclusa, e i post precedenti testimoniano il successo.

In tanti ci chiedono se il sistema funziona, e…sì il sistema funziona, alla grande direi visto che le prestazioni reali misurate concordano in pieno con i risultati attesi.

In tanti ci chiedono poi: ma quanta acqua esce?

accidenti, per ora nulla! ma…non è un fallimento, un poco di pazienza! Restano infatti ancora alcuni aggiustamenti da fare sulla turbina, e sulla ruota che movimenta la pompa a corda (rope pump): come si vede nel video che segue (realizzato 10 giorni fa) la corda tende a scivolare sulla ruota, a causa del peso dell’acqua sollevata (circa 6 kg, quando il tubo è tutto pieno).

Abbiamo già avuto modo di mangiarci le mani perchè con un minimo di lucidità in più sarebbe bastato aggiungere da subito alcuni pezzi di copertone a cavallo della ruota, oppure far fare due giri alla corda: di certo avremmo visto uscire acqua, e il godimento sarebbe stato definitivo!

Ma eravamo tutti assolutamente stanchi dopo gli ultimi 10 giorni a lavorare alla shamba dalle 7 alle 18, ininterrottamente (e non è un eufemismo!), e la lucidità non c’era più. Ora, rinfrancati da una settimana di riposo, possiamo dire serenamente che il progetto funziona, richiede qualche aggiustamento e basta.

Vedendo e rivedendo il video infatti, e confrontando i dati di vento (mediamente 3 m/s) di quel momento con la velocità angolare della ruota (circa 18 giri/minuto) emerge che siamo perfettamente in linea con i risultati attesi, e quindi…se la corda non scivolasse avremmo visto uscire dal tubo un poco di acqua!

Ora siamo in contatto con mr. Suha per risolvere il problema: gli abbiamo mandato il disegno che segue, con alcune modifiche ulteriori per il freno a corda e il posizionamento della ruota rispetto alla struttura, e aspettiamo trepidanti l’annuncio dell’acqua!

Infine, avendo finalmente a disposizione una connessione Internet veloce e comoda, dedicheremo i mesi a venire nel raccontarvi, a partire dal principio, tutto il progetto con tutte le foto che per problemi di rete non abbiamo potuto postarvi mentre eravamo in quel magnifico posto che è Jambiani!

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Finally back at home! one week ago Mario and Elena landed in Milan, and so the first part of the project has come to an end.

Many people want to know about the project, and about the water, and how much water the turbine is able to pump. Well, by now…we couldn’t see any water, due to some little problem with the rope pump, as you can see in the above video.

We feel a little bit angry because the solution was so near…adding some tyre pieces across the wheel should solve the slipping of the rope! but we were to much tired of all the work…

So we contacted mr. Suha and proposed the solution in the above picture, and now we are waiting for his response!

So, in the following posts we will tell and show you all the pictures, all the videos and all the ideas, thought, sensations we lived in jambiani and could not tell you before due to a difficult Internet connection!

qualche info in più sui lavori

(post da leggere con un po’ di ironia !)

Ci giungono notizie circa un interesse crescente rispetto allo stato di avanzamento lavori! Peraltro, anche qui nei dintorni di Jambiani pare che si stia diffondendo la notizia della costruzione del VentolONE nello shamba di Mr. Suha (“shamba” è il nome locale dell’orto – campo coltivato): giusto l’altro giorno, mentre passeggiavano sulla spiaggia, Anna Maria e Laura son state salutate con un “ciao Ventolone” da dei ragazzi che eran lì!

E insomma, eccoci qui nel pieno dei lavori. E’ arrivato il materiale, come indicato nel post precedente: l’accordo preso con dei fabbri locali indicatici da Bereki, che è un po’ il fornitore di qualsivoglia materiale animato e/o inanimato presente sull’isola, prevedeva che all’arrivo dei materiali avrebbero provveduto a tagliare e forare secondo le nostre indicazioni e misure. Ora, il passaggio da Sistema Metrico e Sistema Imperiale in uso per lo più qui sull’isola non è affatto indolore, e genera spesso incomprensioni e difficoltà! Armati di pastelli abbiamo allora segnato direttamente sui profilati i punti di taglio e foratura. I fabbri han cominciato l’opera. In barba a qualunque elementare norma di sicurezza le prolunghe dei cavi elettrici avevano sezioni del cavo che andavano da 0,5 mm2 (adatto a una lampadina…) fino a 1,5 mm2, uniti con semplice nastro adesivo… Ma vabbè! Inoltre la base di appoggio era il lettino da spiaggia… Ma vabbè! E infine la mola flessibile girava al contrario, con evidenti rischi in caso di errore… Ma vabbè!. Comunque, finchè si è trattato di tagliare i profilati, il lavoro è proceduto spedito.

Quando si è trattato di forare i profilati il folklore meccanico ha raggiunto l’apice: non sappiamo se forare buchi da 10mm con la saldatrice sia una buona idea, ma di sicuro la corrente limitata nella casa ha impedito in ogni caso di verificarlo! Per cui, presi un po’ dallo sconforto, abbiamo proposto l’utilizzo del trapano portato dall’Italia. Apriti o cielo! Bucare un profilato di 5mm di spessore appoggiandosi sulla sabbia con un trapano non è proprio banale e si rischiano slogature del polso con la stessa probabilità di avere una giornata di vento a Jambiani! E infatti…

Inoltre sarebbe meglio utilizzare dell’olio refrigerante per evitare di rovinare la punta: quella stessa punta che ha fatto tutti (tutti!) i fori del prototipo in Italia qui è defunta dopo 2 (2!) soli buchi. L’uso di olio di palma ha preservato la durata della seconda punta, ma il surriscaldamento del trapano e la paura che distruggerlo significava complicarci immensamente il proseguimento dei lavori ci ha indotti ad accettare la proposta dei fabbri, che si son portati così il materiale a Stone Town e ce lo dovrebbero riconsegnare stamattina.

Nel pomeriggio poi abbiamo proseguito con il resto dei preparativi per la torre, allestendo le basi da annegare nel cemento: e siccome l’unica presa di corrente che regga la corrente sufficiente alla saldatrice che ci siamo portati dietro è quella della cucina…quale posto migliore per saldare i tondini alla base se non il pavimento sotto le stoviglie? …

saldare in cucina

A valle di questa giornata ci paiono importanti alcune considerazioni nate durante e nel seguito:

  • i locali non sono scemi: semplicemente l’atteggiamento dei locali verso il lavoro è spesso “robusto”, poco attento ai dettagli, che però altrettanto spesso sono anche sostanza e non solo esercizio stilistico (vedi la mola che gira al contrario e gli evidenti rischi per l’incolumità fisica)

  • i locali non sono scemi ma noi possiamo sembrare arroganti: forse ieri li abbiamo guardati un po’ con sufficienza mentre lavoravano sulla sabbia con cavi molto fantasiosi, e con un sorriso tra l’ironico e il supponente. Abbiate pazienza, siamo umani anche noi!

  • dietro questo atteggiamento “robusto” pensiamo ci sia per lo più ignoranza, prova ne sia l’uso che fanno di occhiali mentre tagliano il materiale: evidentemente è passato qualcuno che ha spiegato che è meglio evitare le schegge negli occhi…

  • il nostro ruolo e la nostra presenza qui è continuamente a rischio, oscillante tra l’arroganza degli invasori che arrivano con un bagaglio di sapere immensamente più grande e la supponenza di chi guarda dall’alto in basso

  • i locali non sono scemi ma la testardaggine non gli manca di certo!

  • se il prototipo in Italia è stato costruito in condizioni di minima tecnologia, qui, sulla sabbia e con l’olio di palma scendiamo ancora un pochino di livello…! Al nostro stagista continuamente diciamo che tutto quello che ci vede fare qui…è l’esatto contrario di quel che va fatto in Italia!

  • ah, importante: ci stiamo divertendo un casino in questo marasma!

muratori in erba

[continua: nel prossimo post l’incontro con Mauro di Why]

Avviati i lavori per la torre!

Stamattina, in condizioni di lavoro quantomeno folkloristiche se viste con canoni europei…
son cominciati i lavori per il traliccio di sostegno della turbina!

I primi dati reali! – Real values from anemometer and sensors!

Eccoci qui! a poche ore dalla partenza pubblichiamo i primi dati veri ricavati dalla turbina!
Ne andiamo particolarmente fieri perchè, in fondo, a parte i prodotti commerciali, poco si trova al riguardo in rete e nel mondo del DIY.
Questi primi dati veri fanno riferimento alla determinazione delle prestazioni della turbina stessa, e puntano a calcolare il valore di CP (coefficiente di potenza), come rapporto tra la potenza effettiva estratta dalla turbina rispetto a quella totale del vento.
Il problema che si poneva, e che si pone sovente in Meccanica e in Controllistica, risiedeva nel fatto che occorre determinare il momento torcente generato dalla turbina stessa. Tuttavia questo momento torcente è nullo, o quasi, se la turbina è “scarica”, com’è peraltro ovvio, e invece ha un valore che va misurato, quando applichiamo un carico…a meno che il carico non sia costante e predeterminato!
Ci siamo mossi in questo senso: avvolgendo una corda pre-tensionata attorno all’albero della turbina, misuriamo la forza che a una estremità della struttura il movimento della turbina genera su un dinamometro.

La corda oltre un certo valore determinato dalla pre-tensione tende infatti a scivolare, con una caratteristica decrescente nell’arco di qualche ora (la corda tende a lisciarsi): di questa decrescita si tiene conto nei calcoli. Pertanto, nota la forza e il punto di applicazione della forza del dinamometro, si ricava la coppia applicata da dinamometro stesso (è bene ricordarlo: il dinamometro applica una forza, la turbina re-agisce con una coppia sull’albero).

Inoltre, sistemato un sensore optoelettronico a forcella recuperato da una stampante in prossimità della’albero cui è stata applicata una opportuna camicia con 4 dentelli, è possibile ricavare la velocità angolare, un po’ come nei mouse ottici: incrociando questo dato con il relativo valore di vento acquisito in contemporanea, è possibile infine risalire sia alla potenza estratta che alla potenza totale del vento.

Il sistema prevede:

  • un anemometro Vortex Inspeed
  • un sensore a forcella
  • una scheda Arduino per la ricezione e analisi dei dati

Insomma, per farla breve, otteniamo i grafici di cui sotto!

Si noti: sullo sfondo la curva di prestazione prevista con analisi fluidodinamica dall’utente sjh7132, in rosso la curva spezzata utilizzata per i calcoli in prima approssimazione, in blu una curva approssimante dei dati reali.

Alcune considerazioni:

  • la turbina subisce comunque sempre un piccolo carico dovuto agli attriti nei cuscinetti, quantificato con misure in 0,3 Nm
  • la misurazione è stata effettuata a monte del sistema di trasmissione, immediatamente a valle della turbina
  • la turbina lavora a portanza in maniera chiara, il TSR (tip speed ratio) senza carico è pari a 1,6 circa
  • si vede come il valore massimo delle prestazioni raggiunga 0,4 (40%), valore di tutto rispetto
  • si vede inoltre come la conformazione delle pale diversa dalla Lenz v2 originale generi meno coppia di spunto o, che è lo stesso, una inclinazione minore della curva tra TSR=0 e TSR=0,6, causando una difficoltà maggiore nel raggiungere il picco di prestazioni sul ramo stabile della curva (a destra del massimo), dal momento che la coppia applicata è grosso modo costante
  • tale coppia di spunto inferiore è da imputare alla pala, più stretta del 30% circa rispetto all’originale Lenz v2
  • per contro il raggiungimento di un picco di prestazioni a valori maggiori di TSR (TSR=0,5 per la Lenz, TSR=0,8 per VentolONE 3.0) genera velocità angolari maggiori, il che risulta decisamente utile nel nostro caso, avendo inserito a valle della turbina un differenziale autoveicolistico che riduce di un fattore 4 la velocità angolare

E ora?
Ora…prepariamo le valigie, che tra poche ore si parte!
E a Zanzibar pensiamo di utilizzare un profilo alare più ampio, ricalcando il NACA 9335, in modo da generare una coppia di spunto maggiore e riuscire a sfruttare meglio anche le giornate poco ventose.

Nothing more to comment than the upper images and photos!
We obtained some real data using some Arduino, one Inspeed Vortex, an opto sensor from an old printer and a simple dinamometer.
Results are good, since this is not a laboratory but only DIY!

Giorni di pioggia e vento – Windy and rainy days

In questo giugno climatologicamente strano per la provincia di Cuneo abbiamo modo di testare a fondo il VentolONE 3.0, con un bel temporale pieno d’acqua e vento! L’anemometro non è ancora attivo, per cui facendo ricorso un po’ all’esperienza ci pare di poter dire che le raffiche che si sono presentate dovrebbero essere state dell’ordine di 10-12 m/s (si tenga conto che la turbina è posizionata vicino a due tetti). Dal video inoltre emerge una velocità massima di rotazione pari, all’incirca, a 120 giri/min. Se così fosse saremmo a cavallo, perchè la turbina lavorerebbe effettivamente parzialmente a portanza (TSR=1,3) come atteso!
Nei giorni a venire installeremo la strumentazione che stiamo mettendo a punto: per ora godiamoci il video!



This is a strange June for us, so much rain and wind and foggy days! but…this is useful to test the VentolONE! As you can see in the above video, the turbine and the tower are solid even if the wind is hard: we didn’t measured by now, but past experiences suggest us a probable 10-12 m/s wind. This would be very very nice because it would mean turbine is working (partially) in a lifting way, as expected! As soon as possibile we will install all the measuring system to test more accurately the VentolONE!

Il VentolONE 3.0 è realtà! – VentolONE 3.0 now really exists!

Importantissimo
Non dimenticate la festa del progetto ZanziVENTO di sabato 18 giugno!
Poche righe per esprimere a tutti i lettori la gioia di poter vedere realizzato il nostro prototipo: il video parla da sè! Nei giorni a venire i dettagli, e per chi lo desidera, alla cena di sabato sera potrete ammirare dal vivo la turbina! Non mancate!

[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=KAxHZZW942I%5D

Just few words to describe our joy: the turbine works, works well, and…the above video talks more than words!
As soon as possible we will publish all the details, and the results of the following tests!