…e ha qualche soldo da spendere!
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In attesa che l’ormai tanto sospirato anemometro GSM veda la luce Andrea si è buttato a capofitto con un suo amico nella realizzazione di un anemometro che sia replicabile in un PVS.
“ho costruito l’anemometro grazie soprattutto all’aiuto di Ambrogio. Come vedete è costruito anche lui con materiali di recupero:
un vecchio encoder,
un misuratore di frequenza;
un vecchio tubo dell’acqua tagliato in 4 pezzi,
4 bastoncini di legno.
Per tararlo ho usato un ventilatore a 3 velocità e il nostro anemometro come riferimento.
Costo 10 euro.
Con questo strumento possiamo registrare i dati di vento e metterli in parallelo con la velocità di rotazione del VentolOne; in questo modo potremo avere il numero di giri del VentolOne e sapere a che velocità del vento corrispondono.
E adesso andiamo a divertirci!!!”

Un breve aggiornamento sulle linee di lavoro che stiamo valutando e percorrendo.
Intanto stiamo cercando degli “sponsor” che ci aiutino finanziariamente per “Summer 2010 – Ventolone landing” ( 😉 ) , cioè la messa in opera dell’obiettivo a medio termine di realizzare un Ventolone funzionante in Tanzania, per l’estate 2010, rispetto al quale stiamo definendo i vari aspetti necessari.
Per ottenere i finanziamenti stiamo revisionando e strutturando il progetto stesso, che pubblicheremo appena completato (a giorni!).
Ci preme ribadire che non è nostro interesse lucrare sul Ventolone, e parallelamente non ci interessa nemmeno una forma di intervento in un PVS che sia un semplice trasferimento di materiale tecnico: puntiamo, ambiziosamente ma anche testardamente, a una collaborazione, a uno scambio e a un incontro con le popolazioni locali, sulla base di una risorsa esistente (il vento).
A livello tecnico si stanno percorrendo due strade: realizzare un generatore con un costo ragionevole e una efficienza ragionevole (insomma, non un accrocchio). Parallelamente stiamo mettendo insieme un modello per una analisi CFD del Ventolone stesso, al fine di ottimizzarne i profili alari.
Perentoriamente, Andrea via mail scrive:
“ciao! a Varese le cose proseguono e abbiamo deciso di costrurci il piggott”
Insomma, quel generatore PMG a flusso assiale molto in voga in rete tra gli hobbysti dell’eolico auto-costruito. Qui un link per la versione in italiano.

Riguardo al secondo punto, segnaliamo per chi sa il giapponese (noi no…, purtroppo) questo sito di cui riportiamo due animazioni significative: un po’ quel che vogliamo fare anche noi!

Alcune immagini interessanti ed esplicative di prototipazione delle pale: purtroppo la realizzazione delle stesse in fibra di vetro (presumibilmente, viste le foto) ne impedisce di fatto la realizzazione in un PVS, dove di solito le resine e tutto il materiale necessario sarebbe irreperibile.
Nulla vieta però di trarre spunto per altre soluzioni…e qualche idea ci è già venuta…

Il sito in questione descrive la realizzazione della macchina VAWT, nonchè un sistema di blade pitching – orientamento delle pale a controllo matriciale.

A metà tra il divertissement e una analisi seria, pur nell’assenza di strumentazione al momento delle riprese, vi riportiamo questo video realizzato ieri, giornata decisamente ventosa per lo meno in Piemonte.

…riportiamo un grafico che più chiaro non si può!
Assumendo
una velocità del vento pari a 8 m/s;
diametro 2m;
altezza della pala 1m;
solidità 0,4 (molto minore di quella del Ventolone);
rapporto di trasmissione 10:1 (in modo da riuscire ad ottenre comunque il numero minimo di giri richiesto dall’alternatore, pari a 1200 giri/min);
a partire dai dati di windturbine-analysis e dai dati del generatore Marelli che abbiamo utilizzato si ricava questa figura:

In blu la coppia che il generatore eolico può fornire a un determinato numero di giri, in arancio quella richiesta dal generatore elettrico: come si vede la coppia del generatore eolico è sempre minore di quella richiesta, quindi quel generatore elettrico non è adatto all’accoppiamento.
Il nostro Ventolone, in base alle prove fin qui sviluppate, presenta valori di coppia maggiori di quelli in blu, ma sicuramente inferiori alla bisogna, quindi valgono le medesime conclusioni.
Riportiamo anche i dati, per completezza:

Vedremo il da farsi.
Per intanto segnaliamo un commento interessante giuntoci da Massimo Modelli, con relativo link su YouTube.
Durante le prove in pista dello scorso martedì abbiamo collegato un alternatore di recupero Magneti Marelli AA125R, proveniente da una Fiat Panda.
Il collegamento non aveva finalità di misurazione perchè non avevamo ancora avuto il tempo di valutare e individuare le modalità migliori: diciamo che l’abbiamo messo per simulare al meglio la struttura e una prima ipotesi di trasmissione del moto, consci che un rapporto 15:1 era presumibilmente inattuabile.
Effettivamente durante le prove, una volta collegato alternatore e VentolONE per il tramite del sistema cinghia-pulegge, abbiamo appurato l’estrema difficoltà all’avvio, che avveniva ma portava comunque a velocità di rotazione del VentolONE dell’ordine di 20 giri/min, 300 giri/min sull’alternatore, con vento di 10m/s.
Un po’ delusi, speravamo meglio.
Ora, facendo un po’ di conti, appare evidente il problema:
Di fatto, con questo VentolONe così costruito è impossibile accoppiare questo alternatore, anche variando il rapporto di trasmissione: introducendo infatti un rapporto minimo di 11:1, si avrebbero 1200 giri/min all’albero dell’alternatore e 1,13 Nm, a fronte di una richiesta di 2,39 Nm.

Vedremo cosa andare a cambiare, presumibilmente le pale, in termini di lunghezza della corda, oppure aumentando il diametro del VentolONE stesso.
A ormai pochi giorni dalle “prove su strada” (e chi ci segue sa che non è un eufemismo!) stiamo apportando le ultime e sostanziali modifiche alla nostra macchina.

Ecco, più o meno, come dovrebbe apparire il Ventolone versione alpha 1, secondo le specifiche del post precedente:


e su YouTube possiamo vederlo anche in movimento (rallentato…).
Nel caso del profilo MVA-227 il picco del rapporto CL/CD si ha intorno a 5°.
Pertanto sarà necessario montare le pale con un opportuno offset angolare di 5°, come nella figura 2 indicato.
