Turbina in kit – DIY turbine – 3

L’assemblaggio della nostra nuova turbina è cominciato! Il kit è assolutamente un passo avanti notevole rispetto alle precedenti realizzazioni, molto più “serio” e professionale. Qualche piccola modifica e poi la struttura metallica appariva così (in una allegra e soleggiata giornata di aprile…) :

VentolONE 4.0 - a quick look to the turbine

VentolONE 4.0 – a quick look to the turbine

VentolONE 4.0 - a quick look to the rotor

VentolONE 4.0 – a quick look to the rotor

Qualche problema in più invece nella realizzazione delle pale. Contavamo e contiamo di utilizzare del polietilene espanso schiumato per via delle sue caratteristiche meccaniche, l’insensibilità agli agenti atmosferici, il basso costo.

Schiuma di polietilene espanso

Per ora tuttavia il taglio a filo caldo ha dato risultati poco positivi: la finitura superficiale è grossolana, e il taglio molto difficoltoso. Dobbiamo studiarci qualcos’altro, che probabilmente esiste dal momento che questa ditta realizza profilati di questo materiale con la tecnica del filo a caldo.

PE foam - hot wire cutting failing

PE foam – hot wire cutting failing

Per contro il taglio di polistirene espanso è molto più semplice, ma le caratteristiche meccaniche lasciano piuttosto a desiderare.

Polistirene espanso (Styrofoam)

Styrofoam hot wire cutted blade

Styrofoam hot wire cutted blade

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As you can see in the above images, we started to mount the VentolONE prototype kit. It looks beautiful!

We had some problems with hot wire cutting, but we aren’t so experienced in this technique: next days we will try again, since this company is able to do (obviously, not in a DIY way!).

Turbina in kit – DIY turbine – 2

Ci siamo quasi, oggi comincia l’assemblaggio dei pezzi che abbiamo fatto tagliare a laser con spesa assolutamente contenuta da questa realtà molto interessante: Lasermio.

P1030953

VentolONe 4.0 – components

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Components arrived yesterday! We are ready to make our first DIY “serious” turbine!

All these parts were laser cutted by Lasermio, a really interesting and cheap way for makers to realize their projects!

Another rendering of VentolONE 4.0

Another rendering of VentolONE 4.0

Turbina in kit – DIY turbine

Manca poco, ormai! Ricordate il progetto di realizzare una turbina in kit commerciabile? Se ne era parlato per la prima volta al ritorno da Zanzibar, qui.
Ebbene, sembra proprio che ci siamo, che sia questione di giorni ormai, il tempo che ci giungano i pezzi fatti tagliare appositamente.

VentolONE 4.0 – kit

Nell’immagine sopra un rendering dell’ottimo lavoro messo in atto dalla nostra new-entry Marco Anfossi.

Non ci stupisce affatto, peraltro, che altri in altri Paesi stiano percorrendo strade analoghe, come Lynxwind che commercializza di già un bellissimo kit negli Stati Uniti (qui la pagina Facebook).

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It’s just a question of a small time! Don’t you remember our project to build (to make, better!) a kit VAWT turbine, just like an IKEA furniture? We talked about here.

Well, we are waiting for the first kit, laser-cutted yesterday!

And, by the way, we found some other people try to do the same, like Lynxwind and it’s beautiful turbine (here their Facebook page). Have a look, the way they realize the blades is very interesting!

Lynxwind vawt turbine

Rieccoci! – Here we are again!

Dopo oltre un mese di assenza rieccoci sul blog!

Stiamo litigando di brutto con gli anemometri, ecco tutto! Semplicemente, nei giorni grigi di febbraio e marzo non si riusciva a caricare a sufficienza le batterie per garantire il ciclo giornaliero completo.

I conti non tornano: la batteria è una Li-Po da 1400mAh, ipotizzando una scarica fino a 1000mAh per preservare la batteria stessa si dovrebbe ottenere una durata di circa 20h, dal momento che il consumo è pari a 52mA (misurati). E invece…al più 15 ore, come da figura.

Poco male: il pannello dovrebbe caricare…e invece…in condizioni nebulose tipiche del nostro febbraio che si possono tranquillamente riscontrare a Njombe ad agosto non si riesce a far fronte alla ricarica. Nemmeno passando a potenza doppia (da 2W a 4W).

Ovviamente abbiamo tenuto conto dei valori di insolazione e di specifici fattori di nuvolosità: nulla, non se ne esce. O i pannelli rendono meno del previsto, o il fattore di nuvolosità è troppo ottimistico.

Qui, per intanto, qualche dato fotovoltaico africano.

Probabilmente ci risolveremo a utilizzare batterie AGM al piombo, con regolatore di carica: tipo questo kit. Peccato, il solar shield integrato con Arduino farebbe un sacco figo!

Li-Po battery discharge curve

Here we are again! A month passed from our last post, but we had a lot of stuff with our anemometers. They work well, it is the recharging system that is going to make me mad!

It is simple, just like described in many and many sites: 1400mAh Li-Po batteries, an Arduino solar shield and a solar panel. Nice, it seemed, but it simply doesn’t work! With foggy days that you can find in Njombe in August a 2W panel is not enough to recharge the battery, neither 2W + 2W panels do! It seems to me …puzzling!

Ok: obviously we took care of photovoltaic power data and considered a reasonable cloud factor.
Here some data, hoping to find a solution quickly…

Utilizzo dell’eolico in Tanzania – Wind energy utilization in Tanzania

In un interessante articolo presentato alla PREA, conferenza sulle rinnovabili in Africa, si prende in considerazione la situazione relativa all’utilizzo dell’energia eolica in Tanzania. L’articolo è datato 2006, in realtà, ciò prima della Crisi Economica e prima del boom del prezzo del petrolio:  ne emerge tuttavia un quadro presumibilmente valido ancora oggi, a parte i numeri. L’autore A.H. Nzali sottolinea come la tecnologia eolica sia utilizzata per lo più per il pompaggio di acqua, in quanto tecnologia affidabile e a basso impatto ambientale (tecnologia appropriata, diremmo noi).

Sottolinea poi come per tale uso una velocità media di 2 m/s sia sufficiente, ma non specifica a che altezza sia rilevata, anche se immaginiamo si riferisca a una altezza uomo: la velocità all’altezza della turbina è quindi molto maggiore e vicina ai valori che conosciamo.

Si sofferma infine sul fatto che nella più parte dei casi l’impianto è gestito dalla comunità locale (80% dei casi), e che il 40% degli impianti in realtà non funziona per via di scarsa manutenzione, atti di vandalismo, ecc. La difficoltà principale nella manutenzione risiede nel reperimento di parti di ricambio e nell’assenza di un servizio di riparazione organizzato ed efficiente.

Anche se vecchio di qualche anno l’articolo ci sembra utile per lo meno come riflessione circa le difficoltà che si riscontrano soprattutto nella fase della manutenzione dell’impianto, fase troppo spesso sottovalutata o valutata con criteri e punti di vista occidentali che danno per scontata l’accessibilità ai pezzi di ricambio e alle competenze per utilizzarli.

wind energy tanzania

In this paper exposed at PREA in 2006  the utilization of wind energy in Tanzania is presented. The paper highlights the various wind energy usage in the country based on a survey carried out in the whole country to find out the present state of usage of wind energy and the proposed usage of the same.

The author A.H. Nzali states wind energy is used exclusively for water pumping: 80% cases wind turbines are from local communities, and in quite half total cases there are some problems attributed to poor
servicing and maintenance. The main reasons for poor servicing and maintenance are due to

  • lack of spare parts;
  • lack of well organized and funded repair and maintenance system,;
  • lack of security, leading to vandalism of the parts of the windmill system.

Although some years passed, the conclusions seem to be actual, and really useful for our present and future works.

I link del weekend – Weekend links

Come i lettori avranno ormai capito, utilizziamo a fondo Internet per il nostro progetto, alla ricerca di nuove idee e di nuove soluzioni, restandone sempre piacevolmente sorpresi.

Avviamo quindi questa nuova rubrica dedicata a siti e link che ci hanno colpito positivamente durante la navigazione. Questa settimana tocca a 4 soggetti:

  • reddit: è un aggregatore social di link, forse non conosciutissimo in Italia; la pagina che linkiamo riguarda le notizie relative alle VAWT in ordine cronologico dalla più recente
  • otherpower.com: interessantissimo sito del fai-da-te relativo ad eolico e rinnovabili
  • windstuffnow.com: è il sito del signor Lenz, quello della turbina che abbiamo sfruttao e modificato tanto a Zanzibar quanto a Ilembula
  • zoetrope: progetto di turbina open-source realizzato da un gruppo di persone che si occupa di scienza applicata alle rinnovabili

As our followers should have learnt, we love Internet, since we can find so many new ideas and solutions for our project. Today we suggest 4 links, really interesting

  • reddit: a social aggregator, not so well known in Italy
  • otherpower.com: a usefull site about renewables and DIY
  • windstuffnow.com: the site of mr. Lenz, whos turbine model we started from for our porject in 2011 and 2012 in Zanzibar and Ilembula
  • zoetrope: an open-source vertical-axis wind turbine that can be built at home and with locally sourced materials

Facciamo il punto – Ideas for 2013

Ok, la fine del mondo non c’è stata.

Quindi possiamo proseguire!

Stiamo lavorando in questi giorni nel definire gli obiettivi per il 2013, e per fare questo ci sia ingegnati nel realizzare il video di cui al post precedente, nonchè di una presentazione che possa fungere tanto da nuovo modello per le prossime quanto da tramite accativante, snello e comprensibile quando veniamo invitati a spiegare il nostro progetto.

Insomma, abbiamo utilizzato Prezi (“prizi”, in inglese si dice “prizi”, NON “prezi”!!!).


E’ un software disponibile sia in versione online che desktop (offline) con la quale è possibile realizzare presentazioni di progetti e di ragionamenti molto differente dal più classico PowerPoint e suoi fratelli (Keynote, Impress, ecc.). Prezi si muove per mappe mentali, slega il discorso dalla sequenzialità, consente/obbliga l’utilizzo di un approccio improntato alla dinamicità tipica delle mappe concettuali. Come per PowerPoint è prevista la possibilità di creare un percorso ma risulta molto più agevole esulare da esso, per imbastire il racconto in forme nuove e diverse a seconda della situazione. Se con PowerPoint racconto un percorso, con Prezi giro sul tavolo tutto ciò che so di una certa questione, la distribuisco secondo un certo ordine, sviluppo il racconto prendendo un po’ di qua e un po’ di là. Un po’ la differenza che passa tra un pranzo di nozze classico (almeno nel Nord Italia) e un pranzo a buffet!

Molte indicazioni e suggerimenti del manuale sul sito di Prezi, e tante altre su blog vari o tra i video di youtube.Suggeriamo in particolare quelli di Luca Vanin (che ringraziamo!) per la chiarezza e la semplicità: qui, qui e qui.

Purtroppo non ci è possibile caricare sulla piattaforma WordPress che ospita questo blog la presentazione stessa, per cui ci siamo anche arrangiati con la realizzazione di un video della presentazione stessa. A memoria futura e come suggerimento per chi si trovasse in situazioni analoghe: è sufficiente realizzare uno screencast del video mentre la presentazione scorre, utilizzando

  • ambiente Windows: Camtasia, o qualunque software di screencast gratis
  • ambiente Linux: Kazam, Tibesti, RecordMyDesktop, o più semplicemente da terminale il comando
    avconv -f alsa -i pulse -f x11grab -r 30 -s 1366×768 -i :0.0 -vcodec libx264 -preset ultrafast -threads 4 -y myscreencast.mp4
    di cui non diamo particolari spiegazioni: chi vorrà troverà tutto quel che desidera sul web

La presentazione, ovviamente, include anche il video del post precedente.

UPDATE: è possibile inserire una presentazione Prezi su blog WordPress seguendo le indicazioni riportate qui.

So the end of the world didn’t come, and we go on with our project. In order to renew and improve the way we present our work to people we realized a Prezi presentation. It is a new software, available online and offline (desktop version) that can be used in alternative to the well known PowerPoint (and similar ones). Really, it is more than an alternative: in fact, while PowerPoint focus on a sequential way of telling a story or describing a project, with Prezi you have to work with concept maps, which gives more dynamism to the presentation. With Prezi it is not important the starting point, you only need to focus on what you have, all your material you want to tell, organizing it in macro areas and then creating a path.

So, if PowerPoint is like a road you walk telling things, Prezi seems more like a table where you place all your ideas, grouping and organizing, and then talking about.

And all you need to know about Prezi is here, in the online manual.

Since we don’t know a way to link a Prezi presentation on a wordpress blog, we created a simple video with a screencast of the presentation itself. We suggest these ways:

  • for Windows users: Camtasia, and similar software, there are many freeware
  • for Linux user: Kazam, Tibesti, RecordMyDesktop, or simply with a terminal command like
    avconv -f alsa -i pulse -f x11grab -r 30 -s 1366×768 -i :0.0 -vcodec libx264 -preset ultrafast -threads 4 -y myscreencast.mp4

UPDATE: it is possible to embed a Prezi presentation in a WordPress blog, have a look here.

The presentation is in italian, unfortunately, and by now: hope to translate as soon as possibile, but images should be meaningful enough!

So, that’s it!

SavanaWIND 2012, il racconto – SavanaWIND, the story – UPDATE

UPDATE: aggiornato e migliorato il video di cui sotto, ora più coerente e curato. Buona visione!

In attesa di qualcosa di più sofisticato che abbiamo scoperto da poco eccovi un video-racconto per immagini dell’esperienza estiva a Ukomola, in Tanzania: realizzandolo una profonda nostalgia per i colori, la gente e la tensione ideale di quei giorni ci ha preso…ma come dice Tarcisio per mail: “A Ukomola vi aspettano” …mica ce lo facciamo ripetere!

Waiting for a smarter presentation coming soon, based on a new way of telling projects, take a look at the video above, in which we tell the story of our summer adventure in Tanzania: only italian, but it shouldn’t be a big problem, pictures and videos are really meaningful!

Google Earth!

Siamo stati selezionati per stare su Google Earth! Non che sia chissà quale successo, ma insomma…! In ogni caso tutte le foto qui (poche per ora), dalle quali è possibile risalire alle coordinate geografiche dove sono posizionate le nostre torri eoliche!

Queste le coordinate delle torri a Ukomola: -8.712043, 34.639922

e queste quelle della torre a Jambiani: -6.347587,39.53931

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Finally we are on Google Earth! All the photos here (not so many, by now), everyone can reach our turbines on Earth through coordinates!

Oltre la tristezza della Crisi

In questi giorni di pensieri e riflessioni sul proseguimento del nostro progetto, alla ricerca di un equilibrio tra la filosofia “makers”, il desiderio di condivisione, la passione per i contesti africani e le risorse materiali che ovviamente son limitate ci siamo imbattuti di nuovo nella storia di William Kamkwamba, di cui avevamo già parlato qualche anno fa su questo blog.

William Kamkwamba in Wimbe, Kasungu District, Malawi

Il personaggio in questione è un ragazzo proveniente da Kasungu, in Malawi, oggi 25enne, che una decina di anni fa si trova a fronteggiare insieme alla sua famiglia la carestia dovuta alla siccità del 2001. Ciò comporta da subito l’abbandono della scuola che, secondo il modello inglese (il Malawi era una colonia inglese), è a pagamento.

Kasungu landscape

Conscio delle difficoltà del padre a mantenere la famiglia, e determinato a trovare una soluzione, si dedica allo studio da autodidatta nella biblioteca del villaggio, dove colpisce la sua attenzion un libro sulle tecnologie per l’utilizzo dell’energia da fonti rinnovabili e non: parla della possibilità di realizzare una turbina eolica con la quale generare elettricità.

Books and William

Il distretto di Kasungu è una zona abbastanza ventosa: William, colpito dal disegno della una turbina eolica  cerca materiali di recupero per la sua realizzazione: una ventola di un trattore per sorreggere le pale, il telaio di una bicicletta, una dinamo da bicicletta, pali e corde per il traliccio. Con molto ingegno realizza una piccola, minuscola torre eolica che produce 12W. Apparentemente una potenza elettrica misera, con la quale tuttavia può accendere 4 lampadine (le lampade da bicicletta prevedono potenze dell’ordine di 3W).

first windmill

schema di montaggio

La notizia comincia a diffondersi, la gente cominciava a fare la fila per…caricare il cellulare con l’energia prodotta dalla torre eolica.

Sorvoliamo sulla discussione relativa all’utilità di avere un cellulare in un periodo di carestia: è una balla mastodontica l’idea che circola in certi ambienti umanitari nostrani secondo la quale gli africani sono semplici e “puri” e non “inquinabili” con il presunto peggio della modernità: semplicemente sono uomini, sensibili sia alle sirene della pubblicità che alle necessità di comunicare.

Insomma, dopo la prima torre eolica William ne costruisce una nuova, più grande per estrarre più energia dal vento.

William Kamkwamba on the windmill

E poi…poi finisce sul Wall Street Journal, e di lì l’eco della sua impresa si diffonde ovunque, tanto che il libro, pubblicato su Amazon, per lungo tempo è stato molto in alto nella classifica delle vendite (qui la versione originale in inglese, qui l’introduzione e il primo capitolo).

Quella di William è una bella storia da raccontare e per fortuna non è una favola: non si arrende alla difficoltà, cerca soluzioni diverse, fuori da quegli schemi che alla difficoltà hanno condotto (è vero che non piove, ma è altrettanto vero che c’è vento, utilizzabile), vince le critiche dei famigliari e del villaggio (che pensiamo abbiano un peso non indifferente in un contesto rurale africano).
Immaginate, per esempio, quando ha cominciato a tirar su la torre: immaginate le critiche, le risate di scherno, se non addirittura lo sguardo torvo del capo villaggio e degli anziani di fronte a quella che poteva apparire, ai loro occhi, come una stregoneria. Che, se volete, è un po’ quello che accade anche in Italia, purtroppo, di fronte a esperimenti ben più grandi, trattati con lo scetticismo irrazionale o irrazionale entusiasmo propri dell’esoterismo, non della scienza.

Immaginate poi lo stupore nel vedere la lampadina che si accende, la radio che si mette a trasmettere. Cominciano i miglioramenti, il cablaggio di una piccola rete elettrica, l’installazione di batterie e di alcuni punti luce.

turn on the radio!

Also a small TV can be used!

La notizia fa rapidamente il giro del villaggio, poi della regione, poi finisce negli orecchi di qualche mzungu (uomo bianco) di passaggio, e infine il Wall Street Journal.
Di lì il TED, gli studi nella capitale Lilongwe e poi negli Stati Uniti.

Nel seguito i video dei suoi due interventi alle conferenze del TED. Nel primo, del 2007, Chris Anderson conduce l’intervista a questo ragazzino allora 20enne spaesato e confuso dal clamore, dalle luci, dagli applausi.
Nel secondo, del 2009, William appare molto più sicuro di sè e racconta con un filo di umorismo anche l’imbarazzo del primo intervento.

primo intervento al TED, Arusha, 2007

primo intervento al TED, 2009

Ci piace ascoltare le sue parole (o leggere la traduzione 😉 ), percepire la semplicità e la determinazione del suo secondo intervento al TED nel 2009 come pure la sua ingenua schiettezza nel TED di Arusha nel 2007 quando amabilmente afferma

“..I tried and I made it…”          “ci ho provato e l’ho fatto”

quasi stupito degli applausi, come se fosse la cosa più naturale del mondo.

Ci infonde coraggio vedere il coraggio messo in atto di fronte alla prospettiva di cambiamento e miglioramento delle proprie condizioni di vita, in situazioni al limite della disperazione che una carestia può generare: ci infonde coraggio e desiderio di tornare a Ilembula a completare il lavoro cominciato, e anche coraggio e desiderio di andare avanti, nonostante le pesantezze della Crisi, la tristezza per la profonda crisi morale e ideale nel nostro Paese e l’impressione che non ci sia speranza, che si fan sentire anche e soprattutto nel nostro quotidiano, spegnendo spesso un po’ l’ardore e il coraggio di guardare al bello che c’è davanti piuttosto che al grigiore del presente che ci lasciamo alle spalle.

Note finali: qui una intervista a William Kamkwamba su una TV americana.
Le fotografie son tratte dall’album del medesimo su Flickr .
Qui infine il suo blog.